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Domenica, 20 Agosto 2017 13:48

Come continuare ad evitare (forse) l'Isis in Italia

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Lo sappiamo tutti: Barcellona è solo l'ultimo avvenimento che ha di nuovo riacceso i fari sulla questione "Isis- Italia"

 

Quante volte abbiamo sentito parlare di un possibile (prossimo) attentato all'Italia da parte dell'Isis?  Sicuramente molte.

Tutte le volte però che si ripropone questo tema (dopo attentati compiuti in altri territori europei) la domanda è sempre una: quando toccherà a noi?

Difficile dare una risposta, anche approssimativa.

Quello che sembra però (salvo smentite) è che il nostro bel Paese non abbia in se quelle caratteristiche per poter attrarre i criminali internazionali e consentire loro di portare a termine i terribili progetti che hanno ideato, fino ad ora, solo per altre città e nazioni.

 

 

Cosa dice il Ministero degli Interni

Fonte: Ministero degli Interni: 18 agosto 2017 ore 13,45: Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, a seguito dei tragici fatti di Barcellona, ha presieduto questa mattina al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.) alla quale hanno partecipato i vertici nazionali delle Forze di polizia, dei Servizi di Intelligence e i rappresentanti della sicurezza di Spagna a Roma.

Nel corso del Comitato è stata espressa la più ferma condanna per l’atto terroristico di Barcellona ed è stata manifestata la più stretta vicinanza e il cordoglio per le vittime e l'augurio di una pronta guarigione per le persone rimaste ferite.

I vertici delle Forze di polizia e dei servizi di Intelligence hanno svolto, ognuno per la parte di propria competenza, un’approfondita analisi dello scenario internazionale, con particolare riferimento anche al nostro Paese. Anche se l’attenzione rimane altissima, il livello della minaccia non cambia per l’Italia.

Il ministro Minniti ha chiesto di tenere elevato il livello di vigilanza, rafforzando sul territorio le misure di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio, nonché verso i luoghi che registrano particolare affluenza e aggregazione di persone.

A tale proposito, verrà emanata una circolare ai prefetti affinché attraverso i comitati provinciali per l'ordine e sicurezza pubblica che saranno convocati con la partecipazione dei sindaci e in sinergia con le polizie locali si svolga un attento monitoraggio relativamente agli eventi e alle iniziative già programmate sul territorio.

 

 

Cosa pensano le persone in Italia

Di tutto.  

L'allarme del Ministero è, in un certo senso, la voce istituzionale: ma curiosamente al momento il livello di allerta è rimasto quello di prima (di Barcellona).

Come abbiamo accennato, all'interno della Collettività si pensa di tutto: c'è chi dice che la mafia italiana sia un deterrente per l'Isis, chi dice che la criminalità organizzata italiana faccia affari con loro, chi è certo che i rifornimenti di armi avvengano da noi.  Poi c'è chi sositene che l'Italia rientri comunque in un programma di attacchi (che, alla lunga, verranno certamente sferrati).

 

Si può continuare ad evitare l'attacco diretto dell'Isis in Italia

Di fronte a congetture, ipotesi ed incertezze, forse un attacco diretto si eviterà se le forze dell'Isis continueranno a fare quello che hanno lasciato vedere e fatto fino ad ora: utlizzare lo stivale come base per lanciarsi verso le mete europee sensibili, aiutati forse in questo macabro progetto da altre oscure forze del male che pure albergano in Italia.

Se così fosse, la solidarietà e la stretta difensivo-strategica del Governo italiano insieme a tutti gli altri Governi Europei dovrà essere granitica.

 

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

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Letto 1947 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:52
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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