Sabato, 06 Novembre 2021 07:05

Chi paga i danni causati da cinghiali?

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Cose utili da sapere per chiedere ed ottenere il risarcimento del danno provocato da un cinghiale.

 

 

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I danni provocati dalla fauna selvatica sono risarcibili dalla Pubblica Amministrazione, in quanto le specie selvatiche protette rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato.

 

Questa è la prima cosa da sapere, la più importante.

 

Spesso le persone, non sapendo cosa fare e come comportarsi legalmente per chiedere questi danni, rinunciano in partenza ad inviare la richiesta risarcitoria.

 

In realtà, se si seguono le regolette stabilite in questa materia dal codice civile e dalla Cassazione civile, il risultato si può ottenere.

 

Come fare, allora, per chiedere ed ottenere il risarcimento del danno provocato da un cinghiale?

 

 

Ne ho parlato anche in un post precedente: come fare per risarcimento danni causati da cinghiali

 

 

In prima battuta rivolgiti ad un avvocato che sia esperto di questa particolare materia.

 

Sul web puoi trovare diversi avvocati; se vuoi consigliarti con me inviami pure un messaggio su WhatsApp al numero 3286090590.

 

Ma torniamo alla domanda di prima: come chiedere e ricevere il pagamento dei danni?

 

La Cassazione ultimamente ha ricordato le regole e le ha condensate in utili principi di diritto [1]:

 

1) i danni provocati dalla fauna selvatica, magari in occasione di un sinistro stradale dove, per esempio, un capriolo adulto improvvisamente attraversa la strada ed impatta con il tuo veicolo, sono sempre risarcibili dalla Pubblica Amministrazione ai sensi dell’art. 2052 del codice civile;

 

2) il criterio di imputazione della responsabilità si fonda sulla proprietà o sull’utilizzazione dell’animale, non sulla sua custodia;

 

3) la domanda di risarcimento va rivolta alla Regione;

 

4) la Regione, a sua volta, può rivalersi sull’ente che avrebbe dovuto prevenire il danno;

 

5) il danneggiato deve dimostrare il collegamento tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo;

 

6) la Regione deve dimostrare che la condotta dell’animale è stata assolutamente imprevedibile e al di fuori del suo controllo.

 

 

 

[1] Corte di Cassazione Sezione Sesta civile, sentenza n. 32018/21 del 26.05.2021.

 

 

 

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Letto 612 volte Ultima modifica il Sabato, 06 Novembre 2021 07:12
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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