Lunedì, 08 Novembre 2021 20:36

Revoca patente per reato stradale: il ricorso

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Revoca automatica della patente di guida in caso di condanna per reati stradali aggravati e sospensione della patente in caso di condanna per omicidio stradale o lesioni.

 

 

 

Revoca patente

Sospensione patente

Ricorso

 

 

 

La Legge italiana prevede casi in cui la patente di guida viene revocata in automatico, distinguendoli da altri casi in cui la patente viene solo sospesa.

 

 

 

Revoca patente

I casi di revoca automatica sono quelli che si verificano quando la persona viene condannata in sede penale per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe.

 

 

 

Sospensione patente

I casi di sospensione della patente sono invece quelli che si verificano quando c’è condanna in sede penale per reati di omicidio o lesione stradale.

 

 

 

Ricorso

Vista la differenza tra i casi indicati, cosa si può fare allora se il Giudice per le Indagini Preliminari, in caso di patteggiamento ad esempio per il reato di omicidio stradale applica la sanzione accessoria della revoca della patente di guida, invece di applicare la sospensione?

 

Il rimedio per questo problema è il ricorso in Cassazione [1].

 

In pratica, bisogna rivolgersi alla Corte e spiegare che la sanzione accessoria della revoca della patente è illegittima, soprattutto se si tiene presente la sentenza della Corte Costituzionale n. 88 del 2019, pronuncia che ha fatto le dovute differenze tra i due casi sopra richiamati.

 

Insomma: i giudici hanno stabilito che i casi di revoca automatica sono quelli che si verificano quando la persona viene condannata in sede penale per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza, o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe; mentre i casi di sospensione della patente sono invece quelli che si verificano quando c’è condanna in sede penale per i diversi reati di omicidio o lesione stradale.

 

 

 

[1] Corte di Cassazione Quarta Sezione Penale, sentenza n. 40024/01 del 29.09.2021.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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