Domenica, 08 Dicembre 2019 18:12

Armi tiro a volo, incidente, ebbrezza alcolica

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Un unico profilo ritenuto dal Ministero dell'Interno ostativo al rinnovo del titolo di polizia, ad esempio attinente ad un unico episodio in cui la persona viene trovata in stato di ebbrezza alla guida di un motoveicolo, in assenza di ulteriori fattori pregiudizievoli non è idoneo a sorreggere un giudizio prognostico sulla pericolosità del soggetto, magari già titolare del titolo di polizia di cui chiede il rinnovo.

In pratica: quel fatto isolato non incide sul giudizio di affidabilità / idoneità dell’interessato e, se per caso dovesse essere considerato decisivo dall’Autorità, potrà essere sottoposto a ricorso amministrativo su iniziativa della persona in questione.

L’orientamento è stato confermato dal Consiglio di Stato (Presidente Franco Frattini) con la sentenza n. 7483 del 24.10.2019 pubblicata il 02.11.2019: il Collegio ha riformato una sentenza in forma semplifiata del Tar Friuli. 

 

 

Indice

Il ricorso  

Le motivazioni della sentenza

Conclusioni

Come chiedere assistenza allo studio legale?

 

 

Il ricorso

L’interessato ha impugnato il provvedimento con cui l’Amministrazione ha disposto la revoca della licenza di porto di armi ad uso tiro a volo, in ragione dell'applicazione della sanzione ex art. 186 co. 2 lett. c) e 2 bis del Codice della Strada.

Stiamo parlando di un elevato tasso alcolemico, rilevato in occasione di un sinistro del traffico.

A causa di ciò, l’Autorità ha disposto la citata revoca, ritenendo che siano venuti a mancare il possesso dei requisiti soggettivi richiesti e che l’intestatario non dà più affidamento sul non abuso delle armi.

Il ricorso è stato accolto dal C.d.S. per le considerazioni che seguono.

 

 

Le motivazioni della sentenza

Di base il Collegio condivide l’orientamento prevalente che riconosce, in materia di armi, la sussistenza di una ampia discrezionalità in capo all'Amministrazione.

Tuttavia nel caso esaminato l’Amministrazione non ha esercitato in modo esaurientemente motivato la propria discrezionalità.

La persona interessata è stata trovato in stato di ebbrezza alla guida di un motoveicolo dopo un incidente stradale (da cui è derivato il deferimento all'A.G. per guida in stato di ebbrezza).

Elemento però che, mancando altri fattori (si noti che nel 2018 l'apposita Commissione Asl attestava in capo all'appellante il possesso dei requisiti psicofisici per il possesso del porto d'armi per l'esercizio dello sport del tiro a volo) non appare idoneo a sorreggere il giudizio prognostico sulla pericolosità /inaffidabilità del soggetto, già titolare del titolo di polizia dal 2014.

Il Collegio dunque conferma il principio secondo cui la singola violazione del codice stradale, per guida alterata dall'alcol, rappresenta un episodio isolato di scarsa rilevanza dalla quale non può conseguire automaticamente anche una revoca della licenza.

 

 

Conclusioni

In sostanza, il ricorso è fondato ed è accolto, la sentenza di primo grado riformata e il provvedimento impugnato annullato.

 

 

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vedi anche

https://www.miaconsulenza.it/diritto-delle-armi/3-diritto-delle-armi/369-fucile-uso-caccia-reato-stato-di-ebbrezza

https://www.miaconsulenza.it/diritto-delle-armi/3-diritto-delle-armi/181-armi-uso-sportivo-e-vero-che-qualsiasi-reato-impedisce-il-rilascio-della-licenza

 

 

 

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Letto 885 volte Ultima modifica il Domenica, 08 Dicembre 2019 18:35
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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