Martedì, 25 Febbraio 2020 09:00

Restituzione licenza fucile tiro a volo

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Cose da sapere e da fare se viene revocata la licenza di porto di fucile ad uso tiro a volo per (ritenuta) sopravvenuta mancanza dei requisiti psicofisici e, poi, la Prefettura rigetta incautamente il ricorso gerarchico contro questo provvedimento.

 

 

Indice

Il rimedio giuridico

Il ricorso gerarchico

Il ricorso al Tar

L’udienza in camera di consiglio

Il caso concreto

Il nuovo decreto della Questura

Come chiedere assistenza allo studio legale

 

 

 

Il rimedio giuridico

La cosa da sapere è che esiste un rimedio giuridico a questa situazione: il ricorso al Tar.

 

La cosa da fare è notificare, appunto, il ricorso e poi depositarlo chiedendo, insieme alla domanda di merito l’udienza per la domanda cautelare, la cosiddetta sospensiva (ovviamente se vi sono i presupposti per presentare questa specifica domanda).

 

 

 

Il ricorso gerarchico

Poniamo infatti il caso che la Prefettura abbia preso sotto gamba il ricorso gerarchico della persona interessata (vedi anche: armi idoneita' uso venatorio sportivo), la quale magari, dal canto suo, si era presa cura di spiegare accuratamente –e soprattutto documentare- che non esiste in realtà alcuna mancanza sopravvenuta dei requisiti psicofisici.

 

 

 

Il ricorso al Tar

Ecco, in un caso del genere torna senz’altro utile il ricorso al Tar: questo è il modo per portare la questione all’attenzione di un Collegio giudicante esterno ed imparziale e reclamare giustizia sul caso.

 

 

 

L’udienza in camera di consiglio

In sede di udienza in camera di consiglio, che di solito viene fissata in un breve lasso di tempo dal momento del deposito telematico del ricorso, il Tar potrà rilevare che, per esempio, esiste la documentazione sanitaria della Asl dove, al contrario di quanto aveva detto l’amministrazione, l’interessato risulta in possesso dei requisiti minimi previsti per esercitare le attività connesse al rilascio del porto d’armi in modo non compromettente per la sicurezza propria, magari dichiarandolo pure idoneo al porto d’armi per uso venatorio/sportivo con controllo requisiti psico-fisici dopo un paio di anni (vedi anche: armi uso sportivo).

 

 

 

Il caso concreto

Il percorso è senza dubbio quello indicato, anzi si tratta di una concreta circostanza presentata poche settimane fa avanti il Tar Toscana e provvisoriamente giunta ad un’Ordinanza (n. 85/2020 pubblicata l’11.02.2020) con cui viene revocato il precedente provvedimento di revoca della licenza di cui parliamo.

 

In occasione di questo specifico provvedimento, in attesa della sentenza nel merito, il Tar ha avuto modo di precisare che il ricorso gerarchico rappresenta una prosecuzione del procedimento amministrativo sostanziale e che, in quella sede, l’Amministrazione deve valutare nel merito l’accertamento sanitario, al fine di stabilire se adeguarsi ad esso o disattenderlo per ragioni medico legali.

 

Nel caso la domanda cautelare è stata accolta ai fini del riesame della pratica amministrativa, alla luce dei rilievi della Asl.

 

 

 

Il nuovo decreto della Questura

La posizione della persona interessata, per effetto diretto dell’ordinanza Tar viene riesaminata e il Questore, a fronte della decisione del Prefetto di annullare il proprio provvedimento di respingimento del ricorso gerarchico, emette il proprio ulteriore decreto con cui revoca il precedente provvedimento di revoca della licenza (vedi anche: revoca licenza come rimediare).

 

 

 

Come chiedere assistenza legale

Avere il supporto legale è semplice:

chiamare l’Avv. Francesco Pandolfi 3286090590

oppure scrivere una mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (vedi anche: avvocato come scegliere).

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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