Giovedì, 07 Maggio 2020 16:21

Coronavirus: armi, verifiche e controlli dal 4 maggio 2020

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Che tipo di controllo amministrativo può essere eseguito, in tempo di emergenza epidemiologica, per le attività produttive soggette ad autorizzazioni di polizia.

 

 

 

Come ormai abbiamo più volte detto, siamo in tempo di Coronavirus e lo scopo delle norme è pur sempre quello di far fronte all’emergenza, nel tentativo di risolvere i numerosi problemi che si sono già posti e che, giorno dopo giorno, continuano a porsi.

 

A questo proposito, il D.P.C.M. del 26 aprile 2020 ha rimodellato la disciplina dell’emergenza offerta con i provvedimenti precedenti.

 

Il Ministero dell’Interno ci spiega queste dinamiche, anche attraverso alcune sue circolari tra loro strettamente collegate.

 

 

 

Indice

Validità temporale delle nuove disposizioni

Attività economiche consentite

I controlli

Il piano delle verifiche

Chiedi assistenza legale

 

 

 

Validità temporale delle nuove disposizioni

Queste misure sono destinate a produrre effetti dal 4 maggio sino al 17 maggio 2020, salvo future proroghe.

In tale quadro, come abbiamo già evidenziato qui coronavirus acquisto armi con contratto a distanza, la materia della legislazione della pubblica sicurezza rappresenta, evidentemente, un settore assai delicato che merita un’attenzione maggiore rispetto ad altre materie.

Diverse sono le novità che riguardano le attività produttive soggette ad autorizzazioni di polizia.

 

 

 

Attività economiche consentite

Il catalogo delle attività economiche consentite è più esteso rispetto a quello perimetrato con il D.P.C.M. del 10.04.2020: nel nuovo sistema la possibilità di operare non è più subordinata al fatto che l’impresa rivesta un carattere strategico per l’economia nazionale o sia parte della filiera delle attività consentite.

 

Risulta innanzitutto consentito ora lo svolgimento di attività produttive per il cui esercizio è richiesto il titolo di polizia.

 

Si tratta dei settori economici della fabbricazione di esplosivi, che costituisce una sottocategoria della fabbricazione di prodotti chimici e della fabbricazione di armi e munizioni che, a sua volta, rientra nella categoria della fabbricazione di prodotti in metallo.

 

Inoltre è consentita l’attività di riparazione e manutenzione di armi, sistemi di arma e munizioni, costituendo essa una declinazione della più generale categoria della riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature.

 

In sostanza, le armerie, ad esempio, potranno effettuare riparazioni pur non potendo esercitare al momento il commercio.

 

 

 

I controlli

Il fatto che il nuovo D.P.C.M. abbia consentito l’allargamento dell’area delle attività produttive, ebbene tanto implica un aumentato livello di attenzione governativa sui controlli delle stesse.

 

Che cosa significa tutto questo?

 

Significa che il Ministero dell’Interno ritiene necessaria, ora più che mai, un’assidua azione di controllo, tesa ad accertare la completa osservanza delle condizioni di esercizio.

 

L’Amministrazione in particolare, in occasione della pubblicazione delle sue Circolari a chiarimento ha indicato che eventuali violazioni accertate delle limitazioni e delle restrizioni imposte dal D.P.C.M. del 26.04.2020 possono integrare un abuso del titolo di polizia, valutabile anche sul piano delle misure ex art. 10 T.U.L.P.S.

 

Ricordiamo che la norma citata stabilisce perentoriamente che le autorizzazioni di polizia possono essere revocate o sospese in qualsiasi momento, nel caso di abuso della persona autorizzata.

 

 

 

Il piano delle verifiche

Il Ministero dell’Interno è inoltre esplicito nel chiedere un piano di verifiche, coordinato tra Divisioni delle Questure, Corrispondenti articolazioni dei Commissariati di PS e con la rete di Comandi territoriali dell’Arma dei Carabinieri.

 

In questo quadro e per questo scopo, particolarmente importanti diventano le sedute del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

 

Inoltre, si noti che l’Amministrazione ha ritenuto particolarmente importante e preziosa l’opera dei singoli Comuni italiani, ai fini dell’attuazione dei controlli sulle attività economiche disciplinate dal testo unico delle Leggi di PS e da essi autorizzate, anche attraverso il coordinato impegno dei Corpi e servizi di Polizia Municipale.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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