Sabato, 13 Giugno 2020 11:32

Assistenza, integrazione e diritti delle persone con handicap

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Le agevolazioni per la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre. La Legge 5 febbraio 1992 n. 104.

 

 

 

Indice

Legge 104/92. Agevolazioni per padre e madre.

Legge 104/92. Uso improprio del permesso.

Legge 104/92. Come funziona la continuità nell’assistenza del disabile.

Legge 104/92. Art. 33 n. 3. I permessi.

Legge 104/92. Art. 33 n. 5. La sede di lavoro più vicina.

Legge 104/92. Modifiche in materia di permessi retribuiti.

Legge 104/92. Altre informazioni?

 

 

Legge 104/92. Agevolazioni per padre e madre.

In tema di agevolazioni cui ha diritto il lavoratore, padre o madre di una figlio disabile, ai sensi del comma 3 dell'art. 33 della L. n.104/92, la fruizione del permesso da parte del dipendente deve porsi in nesso causale diretto con lo svolgimento di un'attività identificabile come prestazione di assistenza in favore del disabile per il quale il beneficio è riconosciuto.

 

Ciò perché la tutela offerta dalla norma non ha una funzione meramente compensativa o di ristoro delle energie impiegate dal dipendente per un'assistenza comunque prestata.

 

 

 

Legge 104/92. Uso improprio del permesso.

L'uso improprio del permesso può integrare, infatti, una grave violazione intenzionale degli obblighi gravanti sul dipendente, idonea a giustificare la sanzione espulsiva.

 

 

 

Legge 104/92. Come funziona la continuità nell’assistenza del disabile.

Nelle sentenze è stato anche affermato che la continuità e l'esclusività dell'assistenza al disabile, richieste dalla L. n. 104/92 ai fini della concessione dei relativi permessi, non implicano un'assistenza continuativa di 24 ore (atteso che durante le ore lavorative il lavoratore non può assistere il parente), essendo sufficiente che venga prestata con modalità costanti e con quella flessibilità dovuta anche alle esigenze del lavoratore.

 

Nei giorni di permesso il lavoratore è libero di gestire l'assistenza al parente secondo orari e modalità flessibili che tengano conto, in primis, delle esigenze dell'handicappato, evidenziando che nei giorni di permesso l'assistenza continua non necessariamente deve coincidere con l'orario lavorativo.

 

Questi criteri sono stati confermati dalla Corte di Appello di Roma con la sentenza n. 326 del 25.01.2019.

 

 

 

Legge 104/92. Art. 33 n. 3. I permessi.

A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

 

 

 

Legge 104/92. Art. 33 n. 5. La sede di lavoro più vicina.

Il lavoratore di cui al comma 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

 

 

 

 

Legge 104/92. Modifiche in materia di permessi retribuiti.

Il Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, all’interno delle misure in favore dei lavoratori ha stabilito: all’articolo 73 Modifiche all'articolo 24 in materia di permessi retribuiti ex articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Testo in vigore dal 19 maggio 2020) 1. All'articolo 24 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, al comma 1, dopo le parole "aprile 2020" sono aggiunte le seguenti: "e di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020".

 

 

 

Legge 104/92. Altre informazioni?

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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