Mercoledì, 07 Aprile 2021 15:21

Revoca patente di guida per perdita dei requisiti morali

Scritto da

Breve guida. Condanna per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope: quali sono i poteri del Prefetto per la revoca della patente e cosa può fare l’interessato per chiedere il riesame del diniego amministrativo.

 

 

 

Art. 120 C.d.S.

Ricorso

Istanza di revoca

Ricorso sul silenzio

Criteri che devono guidare il Prefetto

Interesse della persona colpita dal diniego

In pratica

Come incaricare avvocato

 

 

 

Art. 120 C.d.S.

Nei casi in cui la Prefettura riceve la notizia che a carico di una persona risulta un ostativo al rilascio del titolo abilitativo alla guida dispone, ai sensi dell’art. 120 C.d.S., il diniego al rilascio dello stesso titolo.

 

Questo provvedimento amministrativo chiude un’istruttoria ed è definitivo.

 

 

 

Ricorso

Contro tale provvedimento la persona interessata può, entro trenta giorni dalla comunicazione, presentare il ricorso al Ministero dell’Interno, ovvero al Tar entro sessanta giorni.

 

 

 

Istanza di revoca

In caso di mancata presentazione del ricorso, l’interessato può successivamente proporre al Prefetto un’istanza motivata di revoca del diniego.

 

Se il Prefetto non si pronuncia sull’istanza di riesame, la persona interessata può presentare il ricorso al Tar lamentando l’illegittimità del silenzio.

 

 

 

Ricorso sul silenzio

A questo punto il tribunale, nel caso in cui ritenga sussistenti i presupposti dell’istanza, accoglie il ricorso ed ordina all’amministrazione di riesaminare ed aggiornare la posizione del ricorrente interessato alla revoca del diniego.

 

 

 

Criteri che devono guidare il Prefetto

E’ bene sapere che i criteri [1] utilizzati dal Prefetto per valutare la posizione dell’interessato ed adottare il provvedimento di revoca della patente di guida per perdita dei requisiti morali ex art. 120 C.d.S., in seguito a una condanna per violazione dell'art. 73 del D.P.R. n. 309/90 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope) sono i seguenti:

 

(a) gravità degli episodi criminosi descritti nelle sentenze di condanna, tenendo conto delle valutazioni espresse dal giudice penale circa l'atteggiamento processuale, i precedenti e le prospettive future;

 

(b) condotta mantenuta dal ricorrente successivamente alla condanna, sia sotto il profilo lavorativo sia in generale nei rapporti sociali e interpersonali;

 

(c) eventuali nuove denunce a carico del ricorrente, o frequentazione di soggetti pericolosi;

 

(d) eventuale presenza di familiari in grado di assistere e sostenere il ricorrente nel percorso riabilitativo;

 

(e) svolgimento di attività lavorative, oppure offerte di lavoro, in relazione alle quali sia necessario il possesso della patente di guida;

 

(f) modalità con cui il ricorrente ha utilizzato in precedenza la patente di guida.

 

 

 

Interesse della persona colpita dal diniego

Inoltre è bene sapere che con il passare del tempo dall’adozione del diniego le cose cambiano e, soprattutto, può mutare la posizione amministrativa della persona interessata, a volte anche radicalmente.

 

Questo significa che la persona destinataria del diniego ha un interesse giuridicamente protetto ad ottenere, dopo il decorso di un termine ragionevole ed in presenza di positive sopravvenienze che abbiano mutato il quadro giuridico posto a base della pregressa valutazione di assenza dei requisiti morali, un aggiornamento della propria posizione [1].

 

 

 

In pratica

Il procedimento avviato con l'istanza di revisione si deve concludere con un provvedimento espresso e motivato, nel caso in cui il Prefetto resti della sua idea contraria, in quanto si convince della perdurante pericolosità sociale.

 

Diversamente: la revoca del diniego va accordata nel caso in cui il Prefetto verifichi il cambiamento in meglio di tutti i 6 indici sopra elencati.

 

 

 

Come incaricare avvocato

La materia della revoca patente di guida per perdita dei requisiti morali è tecnica; se vuoi affidare l’incarico all’Avvocato Francesco Pandolfi scrivi un primo messaggio WhatsApp al 3286090590.

 

Dopo il primo contatto per le prime informazioni, chiedi la consulenza legale vera e propria: scrivi la mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., allega i documenti, autorizza il trattamento dei dati personali e chiedi un preventivo.

 

[1] Tar Napoli Sez. 5 sentenza n. 839 del 09.02.2021.

 

 

 

 

Potrebbe interessarti anche:

nuova patente istanza al prefetto

avvocato risponde revoca patente di guida

riabilitazione patente di guida

Letto 152 volte
Francesco Pandolfi

 whatsapp  WhatsApp 
 skype  Skype
linkedin Linkedin
   

Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

www.miaconsulenza.it

Informazioni e recapiti

  • Indirizzo
    Via Giacomo Matteotti, 147
  • Città
    Priverno (LT)
  • Provincia
    Latina
  • CAP
    04015
  • Nazione
    Italy
  • Telefono
    +39.0773487345
  • Mobile
    +39.3286090590
Altro in questa categoria: « Trasferimento di un bene abusivo

Lascia un commento

Ogni commento verrà pubblicato una volta approvato il contenuto.
Potrebbe quindi trascorrere qualche ora prima di essere visualizzato in questa pagina.