Mercoledì, 02 Febbraio 2022 16:41

Rapinatori rubano i miei fucili

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La domanda

Buongiorno, le scrivo per avere un consiglio. Una domenica di xxxx 2021 mia madre era sola in casa e ha subito una rapina in casa sotto la minaccia di una pistola alla testa. io detenevo legalmente 4 fucili da caccia che custodiva in un armadietto non blindato né cassaforte, un comune armadietto metallico. Questo armadietto era nella mia stanza, chiuso a chiave {chiave in mio possesso} e la stessa stanza chiusa, la porta chiusa a chiave più un lucchetto alla porta. I rapinatori sfondano la porta, frugando, arrivano all'armadio scardinando l'anta e spaccandola riescono a prendere i fucili e li portano via. Dopo l'intervento della polizia {rilievo impronte e tutta la prassi} fatta denuncia di furto. Questo a febbraio. A maggio presento domanda rinnovo porto d'armi. Non mi fanno sapere più nulla fino ad ottobre, quando mi viene notificato un divieto detenzione armi e munizioni perché in base alla rapina, per le autorità... Il luogo in cui erano custodite le armi non era idoneo a celarne la presenza e perché è venuto meno in capo a me, l'affidabilità. ora le chiedo e mi chiedo è giusto tutto questo? Armi chiuse in un armadietto in una stanza chiusa a chiave più lucchetto, per loro è insufficiente? Che si può fare? Quali sono le strade percorribili per poter riavere il porto d'armi? Grazie cordiali saluti.

 

 

 

La risposta

Lei ha scritto il suo articolato quesito ma non ha allegato alcun atto o documento che possa aiutare a comprendere, nel dettaglio, la fattispecie raccontata. Soprattutto non ha prodotto il divieto di detenzione armi.

 

Pertanto: se vuole avere spiegazioni giuridiche attendibili su questa vicenda per sapere se è giusto o no tutto questo, se le armi chiuse in un armadietto in una stanza chiusa a chiave più lucchetto vanno bene o per loro è insufficiente, che cosa può fare, quali sono le strade percorribili per poter riavere il porto d'armi, non le resta che chiedermi un parere giuridico scritto.

 

Può contattarmi al n. 3286090590.

 

Oppure può scrivermi all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ovviamente, se lo desidera, nel frattempo può iniziare a trovare molte informazioni generali sul divieto di detenzione armi, semplicemente sfogliando i post su MiaConsulenza.it nelle Aree di interesse:

 

https://www.miaconsulenza.it/diritto-delle-armi   oppure

 

https://www.miaconsulenza.it/diritto-amministrativo

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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