Sabato, 26 Agosto 2017 09:34

Armi: come non farsi fregare sulla questione della custodia

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Il tema

Il tema della custodia di armi è stato più volte affrontato. I commentatori, gli esperti del mondo armiero, i giudici, i periti, gli avvocati: ognuno ha detto la sua.

Si tratta di un argomento assai delicato, che riguarda ad esempio la sicurezza per le persone, l'abuso, soprattutto la discrezionalità amministrativa nel decidere se una persona è o no degna di gestire un'arma (la custodia dell'arma) con tutti gli accorgimenti del caso.

 

 

Regole rigide = vietato sbagliare

Mettiamo il caso che Tizio sia titolare di una licenza di porto d'armi ad uso caccia (esempio tratto dal commento della sentenza del Tar Torino, sezione 1, sentenza n. 954 del 7 agosto 2017).

Rimane coinvolto in una disputa con un dipendente, dopo la quale scattano alcune denunce (procedimenti comunque in seguito archiviati): gli viene quindi negato il rinnovo della licenza.

La Prefettura fa partire anche un provvedimento per il divieto di detenzione armi, sul presupposto che nel corso di un controllo amministrativo circa le modalità di custodia dell'arma trovano che, avendo mutato domicilio, ha spostato le armi senza farne denuncia alle Autorità.

Per di più, durante il controllo viene fuori pure che detiene munizioni mai denunciate e risulta poi mancante un revolver (tanto che c'è una denuncia di smarrimento, fatta però solo in occasione del controllo): inevitabilmente viene deferito all'A.G. per violazione dell'art. 697 c.p., oltre che per violazione degli artt. 38 e 42 T.U.L.P.S.

E' facile, detto ciò, intuire cosa accadrà all'interessato semplicemente per il fatto di non aver rispettato in pieno le rigide regole di settore.

 

 

Le regole da conoscere e rispettare

Grazie alla sentenza in commento, mettiamo allora in elenco i principi di base che non possono essere evitati se si vuole mantenere un'identità perfetta agli occhi del'Autorità: detto in altri termini, tenendo presente le regole si evita di farsi fregare sulla questione della custodia di armi.

Le regolette sono queste; non dimenticare che:

1) valutazioni dell'Autorità sulla questione della detenzione e porto di armi sono ampiamente discrezionali,

2) detenzione e porto possono essere negati a chi ha specifici precedenti penali,

3) inoltre possono essere negati a chi è ritenuto capace di abusare delle armi,

4) non bisogna trascurare gli accorgimenti sulla custodia (nella situazione specifica capitata all'interessato ed affrontata nella causa davanti il Tar, Tizio ha commesso 3 violazioni tutte riferite alla custodia delle armi: 4A] spostamento presso un altro domicilio delle armi legalmente denunciate e detenute, senza la prescritta autorizzazione, 4B] la mancanza di un revolver, del cui smarrimento non è neppure consapevole, 4C] detenzione di munizioni mai denunciate).

 

 

In pratica

Evitare un severo giudizio di inaffidabilità in questo settore si può e si deve: basta mettere da parte l'improvvisazione ed attenersi con scrupolo a quei criteri di sicurezza che abbiamo tratteggiato nel commento alla pronuncia.

 

 

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Letto 4695 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:46
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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10 commenti

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  • Link al commento Francesco Pandolfi Lunedì, 28 Agosto 2017 17:24 inviato da Francesco Pandolfi

    Salve, anche in questo caso vale lo stesso consiglio dato a Giampaolo: bisogna esaminare i documenti per poter valutare la situazione.
    Se occorre, i nostri consulenti sono a disposizione.

  • Link al commento Francesco Pandolfi Lunedì, 28 Agosto 2017 10:13 inviato da Francesco Pandolfi

    Salve, La Sua pare una situazione delicata e complessa. Probabilmente l'Autorità avrà maturato un suo convincimento circa l'inaffidabilità sull'uso dell'arma. Per poter dare un parere che abbia senso bisognerebbe esaminare i documenti di cui dispone: nel caso i nostro consulenti sono a Sua disposizione per un parere tecnico.

  • Link al commento Bernardi gianpaolo Domenica, 27 Agosto 2017 08:52 inviato da Bernardi gianpaolo

    il 26 luglio dopo aver presentato richiesta di rinnovo di porto d'armi per yso caccia mi sono visto arrivare la polizia a casa che ha provveduto a ritirarmi cautelativamente le armi da me detenute il motivo da loro verbalmente espresso il fatto che con me agli arresti domiciliari in attesa del secondo grado di giudizio e di entrare a san patrignano vive mio figlio che ha avuto grossi problemi legati alla droga le armi in oggetto erano custodite in armadietto blindato omologato con combinazione .
    La cosa che più mi ha meravigliato e che mi abbiano consigliato di ritirare la richieesta di domanda di rinnovo con la scusa di richiedere ilrimborso dellee spese perchè avrebbero dato parere sfavorevole per il rilascio.
    E' possibile che in uno staato dove nessuno va in galere se delinque una persona debba subire una cosa del genere pur non avendo commesso niente?
    Cosa posso fare a riguardo? La ringrazio in anticipo

  • Link al commento Bernardi gianpaolo Domenica, 27 Agosto 2017 08:51 inviato da Bernardi gianpaolo

    il 26 luglio dopo aver presentato richiesta di rinnovo di porto d'armi per yso caccia mi sono visto arrivare la polizia a casa che ha provveduto a ritirarmi cautelativamente le armi da me detenute il motivo da loro verbalmente espresso il fatto che con me agli arresti domiciliari in attesa del secondo grado di giudizio e di entrare a san patrignano vive mio figlio che ha avuto grossi problemi legati alla droga le armi in oggetto erano custodite in armadietto blindato omologato con combinazione .
    La cosa che più mi ha meravigliato e che mi abbiano consigliato di ritirare la richieesta di domanda di rinnovo con la scusa di richiedere ilrimborso dellee spese perchè avrebbero dato parere sfavorevole per il rilascio.
    E' possibile che in uno staato dove nessuno va in galere se delinque una persona debba subire una cosa del genere pur non avendo commesso niente?
    Cosa posso fare a riguardo? La ringrazio in anticipo

  • Link al commento Pasquale Sabato, 26 Agosto 2017 19:02 inviato da Pasquale

    Mi è stato revocato il porto darmi in basè agli art. 11.42.43.del T.U.L.P.S.

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