Stampa questa pagina
Martedì, 13 Ottobre 2026 15:05

Porto d’armi negato perché indagato: quando il diniego è legittimo? In evidenza

Scritto da
 

Introduzione

Prima della riforma Cartabia, la sola iscrizione nel registro degli indagati ai sensi dell'art. 335 c.p.p. era sufficiente a legittimare un diniego del porto d'armi o il rifiuto del suo rinnovo. Anche quando le indagini si concludevano con l'archiviazione, quell'iscrizione bastava a compromettere il giudizio di affidabilità del soggetto, rendendo praticamente certo un esito negativo.

 

Che cos'è l'iscrizione ex art. 335 c.p.p.

L'iscrizione è l'atto con cui il pubblico ministero registra formalmente ogni notizia di reato ricevuta o acquisita d'ufficio, nel caso in cui il fatto sia determinato, non inverosimile e astrattamente riconducibile a una fattispecie di reato. In termini pratici: chi viene querelato viene iscritto nel registro degli indagati.

 

La riforma Cartabia e l'art. 335-bis c.p.p.

Con la riforma Cartabia il quadro è mutato radicalmente. Il nuovo art. 335-bis c.p.p. stabilisce che la mera iscrizione non può, da sola, produrre effetti pregiudizievoli né in sede civile né amministrativa. L'art. 110-quater disp. att. c.p.p. fissa la soglia minima: perché l'iscrizione possa assumere rilevanza negativa sul piano amministrativo, occorre che sia stata emessa una misura cautelare personale oppure che sia stata esercitata l'azione penale. Al di sotto di tale soglia, l'iscrizione resta priva di effetti in qualsiasi procedimento restrittivo.

 

Il caso di Franco

Franco, cacciatore con licenza da oltre vent'anni, si vede negare il rinnovo del porto d'armi dalla Questura per la sola iscrizione ex art. 335 c.p.p., sebbene la posizione fosse già stata archiviata e lui non ne avesse mai avuto notizia. Il Questore non svolge alcuna valutazione autonoma sulla sua affidabilità: il diniego si fonda unicamente su quell'iscrizione. Il TAR respinge il ricorso, aderendo al vecchio orientamento. In appello, invece, il Consiglio di Stato ribalta la decisione: richiamando l'art. 335-bis c.p.p., afferma che l'iscrizione è un atto neutro e che da essa non possono derivare automaticamente effetti pregiudizievoli in sede amministrativa. Il diniego viene annullato per difetto di motivazione e violazione del diritto al contraddittorio, con obbligo per la Questura di rivalutare la posizione di Franco sulla base di elementi certi.

 

Conclusione

Il caso di Franco illustra la portata pratica della riforma: la sola iscrizione nel registro degli indagati non può più fondare, da sola, un provvedimento amministrativo restrittivo. L'Amministrazione è oggi tenuta a una valutazione autonoma e motivata. Chi si trovi nella stessa situazione — iscritto senza misura cautelare né rinvio a giudizio — ha a disposizione di uno strumento giuridico solido per contestare il rifiuto e recuperare il porto d'armi.

 

 

 

Come chiedere assistenza allo studio legale? Per ottenere assistenza legale o un parere sul ricorso, è possibile utilizzare il portale MiaConsulenza.it, oppure inviare una richiesta via email all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In alternativa, è possibile contattare direttamente il numero 3286090590. Lo studio è a disposizione per offrire supporto sia per discutere il caso sia per fornire un resoconto sulle sentenze utili a preparare una memoria difensiva o un ricorso.

Letto 506 volte Ultima modifica il Martedì, 13 Ottobre 2026 15:25
Francesco Pandolfi e Alessandro Mariani

Francesco Pandolfi

 whatsapp  WhatsApp
 skype  Skype
linkedin Linkedin
   

 

Francesco Pandolfi AVVOCATO

Lo studio Pandolfi Mariani è stato fondato dall’avvocato Francesco Pandolfi.

Egli inizia la sua attività nel 1995; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Si è occupato prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni.

E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili".

La sua Missione era e continua ad essere con lo studio da lui fondato: "aiutare a risolvere problemi giuridici".

Riteneva che il più grande capitale fosse la risorsa umana e che il più grande investimento, la conoscenza. Ha avuto l'opportunità di servire persone in tutta Italia.

I tratti caratteristici della sua azione erano: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

Tutto questo resta, lo studio da lui fondato continua l’attività con gli avvocati e i collaboratori con i quali ha sempre lavorato nel corso degli anni e ai quali ha trasmesso tutte le sue competenze.

 

 

Alessandro Mariani Avvocato

data di nascita: 08/04/1972

 

Principali mansioni e responsabilità: 
Avvocato
Consulenza legale e redazione atti giudiziari per il recupero del credito (Decreto Ingiuntivo e Costituzione nelle opposizioni);
Attività giudiziale e stragiudiziale con apertura di partita iva ed iscrizione alla casa forense;
Iscrizione nell’Albo degli Avvocati stabiliti di Latina dal 26/4/2012.

 

 

www.miaconsulenza.it

Informazioni e recapiti

  • Indirizzo
    Via Giacomo Matteotti, 147
  • Città
    Priverno (LT)
  • Provincia
    Latina
  • CAP
    04015
  • Nazione
    Italy
  • Telefono
    +39.0773487345
  • Mobile
    +39.3292767858