Dalle armi antiche a quelle moderne, la normativa italiana distingue tra semplice detenzione, collezione e porto. Ecco quali sono i limiti, gli obblighi e le autorizzazioni previste per chi possiede armi a scopo collezionistico.
1. Che cos'è un'arma da collezione?
In Italia si parla di "arma da collezione" quando qualcuno vuole tenere un'arma non per portarla con sé o usarla normalmente, ma per conservarla come oggetto di interesse storico, artistico o semplicemente per passione. La legge distingue principalmente tre grandi famiglie:
Le armi antiche, cioè quelle a caricamento dalla canna (dette "ad avancarica") e quelle fabbricate prima del 1890, godono di un regime molto libero. Le armi comuni da sparo (pistole, fucili, revolver moderni) seguono regole più rigide. Le armi artistiche, rare o antiche di particolare pregio storico richiedono invece una vera e propria autorizzazione del questore.
2. Chi non ha nessun documento di polizia sulle armi
Chi non ha mai avuto una licenza per portare armi può comunque tenerne alcune in casa, entro certi limiti ben precisi.
Quante armi si possono tenere senza chiedere nulla? Fino a tre armi comuni da sparo (pistole, revolver, fucili a canna rigata) e fino a dodici armi sportive. Le armi antiche (fabbricata prima del 1890) non si contano in questo limite, possono essere collezionate senza limite.
La comunicazione obbligatoria. Ogni volta che si entra in possesso di un'arma, bisogna comunicarlo entro 72 ore alla Polizia locale o ai Carabinieri — anche via e-mail certificata. Va indicato dove si tiene l’arma, e ogni volta che la si sposta in un posto diverso bisogna fare una nuova comunicazione, in caso contrario si commette un reato.
Il certificato medico. Chi tiene armi in casa senza avere una licenza per portarle è obbligato a presentare ogni cinque anni un certificato medico che attesti di non avere problemi mentali o di salute che potrebbero rendere pericoloso il possesso delle armi. Se non lo si presenta, il prefetto può vietare di tenere le armi.
Se si vogliono più di tre armi (o dodici sportive). In questo caso bisogna chiedere una licenza di collezione al questore. Questa licenza ha carattere permanente (non scade) ed è necessaria per superare i limiti normali. Con essa si può tenere al massimo un esemplare per ogni modello presente nel catalogo nazionale — non si possono avere due pistole identiche, salvo che si tratti di fucili da caccia a canna liscia o di repliche di armi ad avancarica.
Le munizioni. Chi ha una collezione non può tenere in casa le munizioni per le armi raccolte. Esiste però un'eccezione: il titolare della licenza di collezione può comprare al massimo 62 colpi per ciascuna arma, portarla a un poligono per fare una prova di funzionamento (non prima di sei mesi dall'ultima prova), e deve consumare tutto il munizionamento entro 24 ore dall'acquisto.
3. Chi ha già una licenza per portare armi
Chi ha già una licenza per portare armi (licenza di porto d'armi) parte da una posizione più comoda sotto diversi aspetti.
Nessun certificato medico aggiuntivo per la collezione. L'obbligo del certificato medico quinquennale vale solo per chi non ha nessuna licenza di porto d'armi. Chi ce l'ha deve presentare il certificato solo se la licenza scade e non viene rinnovata: fino a quel momento è coperto dal documento già posseduto.
I limiti numerici restano gli stessi. Anche chi ha la licenza di porto d'armi non può tenere in casa più di tre armi comuni da sparo o più di dodici sportive senza richiedere la licenza di collezione al questore. La licenza di porto d'armi e la licenza di collezione sono due cose distinte e si ottengono separatamente.
Armi artistiche, rare o antiche "di pregio". Per tenere una raccolta di armi storiche, artistiche o rare occorre una licenza apposita del questore — indipendentemente dal fatto che si abbia già una licenza di porto d'armi. Chi però è titolare di una raccolta autorizzata di questo tipo è addirittura esonerato dall'obbligo di comunicare il possesso di ciascuna arma, perché la raccolta è già censita.
4. Le armi da guerra: nessuno può collezionarle (quasi)
Le armi da guerra (mitragliatrici, armi militari pesanti, ecc.) non possono essere detenute dai privati. La legge vieta il rilascio di qualsiasi autorizzazione in questo senso a partire dal 1975. Solo lo Stato, gli enti pubblici per finalità storiche o culturali, e le aziende che le producono per scopi tecnici possono farlo.
Chi ha ereditato armi da guerra autorizzate prima del 1975 può tenerle solo se chiede un'apposita autorizzazione al Ministero dell'Interno, e può trasferirle soltanto per successione ereditaria o a enti specifici.
5. Il punto chiave: la differenza tra "tenere" e "portare"
La distinzione più importante di tutto il sistema è questa: tenere un'arma a casa (detenzione) e portarla fuori (porto) sono due cose completamente diverse. La prima, entro i limiti indicati, non richiede nessuna licenza speciale — solo la comunicazione alle autorità. La seconda richiede sempre una licenza del questore, che ha piena discrezionalità nel concederla o meno.
Questo vale anche per i collezionisti: la licenza di collezione consente di tenere armi in numero superiore ai limiti, ma non di portarle in giro. Per spostarle occorre rispettare regole specifiche (ad esempio per portarle al poligono).
Come chiedere assistenza allo studio legale? Per ottenere assistenza legale o un parere sul ricorso, è possibile utilizzare il portale MiaConsulenza.it, oppure inviare una richiesta via email all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In alternativa, è possibile contattare direttamente il numero 3286090590. Lo studio è a disposizione per offrire supporto sia per discutere il caso sia per fornire un resoconto sulle sentenze utili a preparare una memoria difensiva o un ricorso.