Sabato, 18 Gennaio 2020 15:22

Armi: mi hanno controllato con persone controindicate

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A chi chiede il rinnovo della licenza di porto di fucile ad uso caccia, il Questore può rispondere in due modi: accordare il rinnovo o respingere l’istanza.

Il secondo è il caso in cui, ad esempio, l’amministrazione si convince che l’affidabilità della persona è venuta meno visti alcuni controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine con soggetti che annoverano precedenti di polizia per vari reati.

 

A questo punto, in caso di respingimento dell’istanza di rinnovo, che fare?

Conviene o non conviene presentare il ricorso?

E’ una perdita di tempo e denaro?

 

Bene: si tratta di domande assolutamente legittime che si pongono in tanti; in questo post cerchiamo allora di dare una sintetica risposta, magari con qualche piccola indicazione che potrebbe sempre tornare utile.

 

 

Da premettere che in questa specifica materia disponiamo di un numero veramente elevato di sentenze amministrative, di primo e secondo grado.

Ultimamente anche la Quinta Sezione del Tar Campania si è pronunciata sul punto, con la sentenza n. 38/2020 pubblicata il 03.01.2020 (favorevole per il ricorrente).

 

Il criterio ricavabile dalla giurisprudenza, in estrema sintesi, è questo.

In materia di armi l’Autorità esercita un ampio potere discrezionale, questo è risaputo; la natura dell’atto finale non la esime però dal rispetto delle garanzie procedimentali e dalla regola dell’adeguatezza dell’istruttoria e della motivazione.

Quindi, applicando il criterio al caso di respingimento dovuto alle dubbie frequentazioni, bisogna capire nello specifico se l’Autorità ha effettuato valutazioni pertinenti e coerenti, oppure queste sono state irrazionali e arbitrarie.

Per comprendere questo fondamentale passaggio è necessario esaminare e valutare ogni singolo episodio relativo a ciascun singolo controllo con le persone controindicate e, dopo questo esame, vedere se questi controlli e contatti hanno avuto una reale incidenza sull’affidabilità della persona interessata al rinnovo.

 

  • Tanto per fare un esempio: se vengo controllato dieci volte sempre con la stessa persona gravata, ebbene il dato di certo peserà sfavorevolmente per l’Autorità.
  • Se, per contro vengo, a distanza di tempo, controllato alcune volte con persone sempre diverse nelle varie occasioni, allora cambia radicalmente (e spesso favorevolmente) tutto il quadro valutativo.
  • Inoltre, se questi controlli occasionali sono state fatti tanti anni fa e dagli accertamenti svolti non si ricava oggi alcun elemento che dimostri come la complessiva condotta dell’interessato denoti un’eventuale inaffidabilità, ecco che il ricorso al Tar per l’annullamento del decreto questorile sarà assolutamente opportuno e, dunque, consigliabile.

 

 

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E’ sempre possibile contattare direttamente l’Avv. Francesco Pandolfi all’utenza mobile 3286090590.

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Leggi anche:

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Letto 2741 volte Ultima modifica il Sabato, 18 Gennaio 2020 15:30
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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