Martedì, 09 Giugno 2020 15:08

Come vincere sui ricorsi per fucile tiro a volo

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L’autorizzazione al possesso delle armi è il frutto di una valutazione discrezionale, nella quale risalta la mancanza di requisiti negativi e la sussistenza di specifiche ragioni positive dell’interessato.

 

 

 

Indice

Principi generali prima del ricorso

Principi generali sui quali lavorare nel ricorso

In pratica

 

 

 

Principi generali da sapere prima del ricorso

Vediamo quali sono i punti essenziali da tener sempre a mente per impostare in modo vincente un ricorso, nel caso in cui, per esempio, la Questura ci respinga l’istanza di ottenimento della licenza di porto di fucile per tiro a volo.

 

In generale, possiamo dire che le valutazioni espresse in materia dall'Amministrazione sono discrezionali, rientrano nel merito dell'azione amministrativa e dunque sono sottratte, in linea di principio, alle critiche del Giudice, salva ovviamente l'ipotesi di manifesta illogicità o incongruenza delle determinazioni assunte.

 

Ciò significa che l’operato amministrativo non è legge eterna ed immutabile, ma che può essere riesaminato se il cittadino ha effettivamente ragione e se il provvedimento amministrativo è illogico o incongruente.

 

Comunque, in linea di massima l'interesse privato al possesso di un'arma tendenzialmente cede di fronte all'interesse superiore dello Stato a tutelare la sicurezza dei cittadini non armati.

 

Il punto di equilibrio tra gli interessi pubblico di tutela della sicurezza e incolumità pubblica e quello privato alla detenzione e all’utilizzo di un’arma è individuato, oltre che mediante il rilascio della autorizzazione in presenza di accertati requisiti di affidabilità, mediante l’esercizio della facoltà prefettizia di vietare la detenzione delle armi ed al Questore di revocare la concessa licenza (vedi: armi tiro a volo).

 

Le disposizioni del testo unico fissano, conseguentemente, i requisiti di ordine soggettivo dei richiedenti (in particolare, gli articoli 11, 39 e 43): in questo modo configurano l’autorizzazione al possesso delle armi non come un diritto, ma, piuttosto, come il frutto di una valutazione discrezionale nella quale devono unirsi la mancanza di requisiti negativi e la sussistenza di specifiche ragioni positive.

 

 

 

Principi generali sui quali lavorare nel ricorso

In particolare, la verifica del requisito di affidabilità ha lo scopo di prevenire, per quanto possibile, i delitti, ma anche i sinistri involontari, che potrebbero avere occasione per il fatto che vi sia la disponibilità di armi da parte di soggetti non pienamente affidabili.  

 

In tutto questo, la motivazione di un eventuale provvedimento amministrativo di rigetto (pensiamo, ad esempio, al respingimento dell’istanza di ottenimento della licenza di porto di fucile per tiro a volo – Tar Calabria Sez. Prima, sentenza n. 978/2020 pubblicata in data 28.05.2020) deve essere sempre espressa in modo chiaro, altrimenti la persona interessata può proporre il ricorso al giudice.

 

 

 

In pratica

Chi fa istanza deve dare pieno affidamento sulla sua buona condotta e sulla improbabilità che faccia abuso dell'arma, ma il Ministero dell’Interno deve pur sempre operare una valutazione complessiva della personalità del soggetto: se non lo fa si espone al ricorso e lo perde.

 

Volendo restare sull’esempio sopra segnalato del Tar Calabria, l’interessato vince il ricorso in quanto la Questura, respingendo l’istanza, si è appiattita su alcuni dati senza minimamente approfondirli, verificarli ed aggiornarli (vedi: cause sbagliate del ministero interno).

 

 

 

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Letto 706 volte Ultima modifica il Martedì, 09 Giugno 2020 15:21
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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