Giovedì, 20 Agosto 2020 11:40

Rinnovo autorizzazione per porto di pistola

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Come orientarsi per presentare il ricorso quando l’amministrazione nega il rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola per difesa personale. Il caso del contrasto di valutazioni tra Prefettura e Questura.

 

 

Le valutazioni degli organi amministrativi competenti

L’orientamento del Consiglio di Stato

In pratica

Assistenza legale: come averla

 

 

 

Le valutazioni degli organi amministrativi competenti

Nel caso in cui la Prefettura neghi il rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola per difesa personale, ritenendo che non vi siano particolari situazioni da cui si possa dedurre in capo all’interessato l’effettiva e reale esigenza di tutela personale e quindi l’attuale bisogno di andare armato, mentre invece la Questura esprime un diverso e più favorevole parere ritenendo sussistente il dimostrato bisogno dell’arma, il ricorso contro questo tipo di diniego avrà un esito favorevole per chi è interessato al rinnovo.

 

 

 

L’orientamento del Consiglio di Stato

Questo in quanto il Consiglio di Stato ha avuto modo di chiarire nel 2017 [1] che l’annotazione della Questura, nell’ipotesi in cui è favorevole, proviene dall’Organo di P.S. che si presume abbia una conoscenza diretta del soggetto interessato.

 

Se poi tale nota ha un contenuto univoco, un’eventuale decisione difforme da parte della Prefettura richiede una motivazione specifica.

 

Per altro, quell’eventuale decisione difforme non si giustifica nel caso in cui l’interessato ha prospettato ragioni specifiche ed ha dettagliato bene la sua attività, per esempio ha riportato in descrizione alcuni fatti pregressi come potrebbe essere stato il tentativo di una rapina, o un’aggressione subita da un congiunto e così via.

 

Evidente è che questi elementi, quale che sia la valutazione del loro significato, possono avere una loro attinenza non soltanto verso gli interessi strettamente patrimoniali, ma anche e soprattutto rispetto all’incolumità personale dell’interessato e dei suoi familiari.

 

 

 

In pratica

Quindi, riassumendo, in presenza di una situazione come quella descritta e, cioè, nel caso in cui l’amministrazione intende negare il rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola per difesa personale, in presenza di un contrasto di valutazioni tra Prefettura e Questura, visto l’orientamento espresso dal Consiglio di Stato e tutt’ora vigente, appare altamente probabile che il ricorso al Tar avrà un esito favorevole, così come l’eventuale appello che dovesse essere proposto dal Ministero dell’Interno è probabile che venga respinto.

 

Tutto questo con lo scopo di chiedere ed ottenere dalla Prefettura il riesame della sua precedente valutazione.

 

 

[1] Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza n. 2410/2017.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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