Venerdì, 27 Novembre 2020 18:07

Armi: condanne e assoluzioni penali del passato

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Come si stabilisce se una persona, in passato condannata e assolta in sede penale per diversi reati, attualmente può essere considerata affidabile dalla Questura per il rilascio della licenza per il porto di fucile ad uso sportivo.

 

 

 

Condanne e assoluzioni

Tar Napoli

Motivazione

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Condanne e assoluzioni

Affinché il Ministero dell’Interno e, quindi, la Questura, possa stabilire se una persona, in passato condannata e assolta in sede penale per diversi reati, oggi possa essere considerata affidabile per il rilascio della licenza per il porto di fucile ad uso sportivo occorre guardare alla sua personalità: alla personalità nel suo insieme, quindi tenendo conto anche del vissuto del soggetto successivo alle passate vicende penali.

 

Ormai sappiamo che molte sentenze richiamano questo principio.

 

 

 

Tar Napoli

Ultimamente anche il Tar Napoli lo ha ricordato, con la sentenza n. 5184/2020 pubblicata in data 12.11.2020.

 

Per altro, questa pronuncia, favorevole alla parte privata, è particolare perché si parla di diversi risalenti reati e, poi, alla fine, di un reato nello specifico.

 

In pratica, nella sentenza si nomina una sentenza di condanna a pena pecuniaria dell’ammenda per lavori edili abusivi di molti decenni fa, una vecchia sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato per costruzione edile abusiva, un risalente decreto di condanna alla pena pecuniaria dell’ammenda per inosservanza delle norme sulla navigazione, una sentenza di assoluzione per reati di truffa e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, una più che remota sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione per il reato di abuso d’ufficio in concorso, una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto per il reato di associazione di tipo mafioso e di prescrizione per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e un deferimento all’A.G. per il reato di violenza e minaccia a seguito di querela.

 

Ebbene, pur di fronte ad un quadro istruttorio così complicato, i giudici hanno saputo individuare lo stesso le pecche nel ragionamento della Questura, portato avanti per rigettare la richiesta di licenza di porto di fucile ad uso sportivo.

 

In sostanza, il tribunale ha notato che, all’interno del nutrito gruppo di reati ascritti all’interessato, il solo fatto ritenuto indicativo del possibile abuso delle armi è stato individuato, in definitiva, in un unico episodio di ingiuria e minacce, che però, risalente a molti anni fa, ha determinato l’apertura di un procedimento penale che l’Amministrazione dice di aver chiuso con sentenza di prescrizione, laddove il ricorrente dice in ricorso addirittura che nessuna pronuncia sarebbe intervenuta, avendo, invece, il ricorrente, proposto ricorso immediato al giudice di pace nei confronti della querelante.

 

 

 

Motivazione

Tutto questo mentre il richiamo ai numerosi e più vecchi pregiudizi penali, in massima parte confluiti in sentenze di assoluzione e di non doversi procedere, non è neppure presente nella motivazione del provvedimento, incentrata, in sostanza, unicamente sull’ultimo episodio, appunto di ingiuria e minaccia.

 

Detto tutto ciò, la sostanza del discorso è solo una per i giudici: il provvedimento di diniego della Questura deve contenere una motivazione che consenta una valutazione complessiva del soggetto e, dunque, tenere conto del percorso di vita del richiedente successivo agli eventuali episodi ostativi, e ciò in particolare laddove tali episodi siano remoti.

 

In conclusione: il ricorso viene accolto, con annullamento dell’atto e obbligo per l’Amministrazione, condannata alle spese, di riprovvedere.

 

 

 

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Letto 1455 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Novembre 2020 18:24
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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