Domenica, 31 Gennaio 2021 11:07

Fucile uso caccia: come risolvere con vecchie querele per lesioni

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Se una vecchia querela per minaccia, lesioni, percosse è seguita da un’analoga querela fatta dalla controparte e, successivamente, le due querele vengono tolte a seguito di un accordo tra le parti, ecco in questa situazione il Questore non può respingere l’istanza di rinnovo della licenza di porto di fucile ad uso caccia presentata anni dopo.

 

 

 

Armi e vecchie querele: che significa?

Armi e vecchie querele: esempi

Armi e vecchie querele: cosa fare?

Armi e vecchie querele: sentenze utili

Armi e vecchie querele: come scegliere avvocato

Vuoi altre informazioni?

 

 

 

 

Armi e vecchie querele: che significa?

Spesso accade che il Ministero dell’Interno, nello specifico la Questura, mette in discussione l’affidabilità della persona interessata al rinnovo della licenza di cui parliamo.

 

Lo fa, e lo può fare, per diversi motivi.

 

 

 

Armi e vecchie querele: esempi

Ad esempio, potrebbe avere dei dubbi nel caso in cui in fase di istruttoria emerga una passata vicenda penale di quella persona.

 

Pensiamo al caso, tanto per avere un punto di riferimento, di una vecchia querela per minaccia minaccia, lesioni, percosse seguita da un’analoga querela fatta dalla controparte e, successivamente, dalla remissione delle due querele a seguito di un accordo tra le parti. Ma gli esempi potrebbero essere veramente tanti.

 

Ecco, in questa situazione il Questore non può respingere l’istanza di rinnovo della licenza di porto di fucile uso caccia presentata anni dopo, diversi anni dopo.

 

Infatti, nel momento in cui l’Autorità si trova ad esaminare il fascicolo di questa persona, deve rendere attuale la sua valutazione: non può restare ancorato a vecchi fatti accaduti anni prima e, per giunta, definiti completamente con la pacificazione tra le parti che a quel tempo avevano litigato.

 

 

 

Armi e vecchie querele: cosa fare?

Allora: se ci si trova in una situazione di questo tipo, cosa conviene fare?

 

Ecco, dopo aver ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo tendente al diniego, il primo consiglio è di presentare le osservazioni: si tratta del primo scritto difensivo necessario a far valere le proprie motivate ragioni.

 

Non trascurare mai questo primo atto, è molto importante.

 

Poi, nel momento in cui l’Autorità avrà concluso l’iter amministrativo ed avrà notificato il suo provvedimento definitivo, in quel caso il secondo consiglio che si può dare è di notificare il ricorso al Giudice entro il termine di legge.

 

Basilare, in questa materia, è rivolgersi ad un difensore che abbia familiarità con questo tipo di cause. 

 

Non affidarti all’avvocato generalista, ma scegli un avvocato specializzato: molto specializzato.

 

Ne va della garanzia di buona ed ottimale presentazione di ciascun atto difensivo, a tutela delle proprie ragioni.

 

 

 

Armi e vecchie querele: sentenze utili

Sono anni, ormai, che nella scrittura di questi post seguo sempre una linea direttrice: quella di dare utilità al mio lettore: dare consigli utili e pratici, ma anche strumenti per gestire le situazioni critiche che si possono presentare in occasione dell'inoltro delle istanze di rilascio o di rinnovo.

 

Nel mio archivio sono presenti centinaia di sentenze utili.

Per avere più approfondimenti su queste pronunce di primo e secondo grado non devi fare altro che mandarmi un messaggio su WhatsApp al 3286090590.

 

Qui, oggi, te ne voglio segnalare una di particolare interesse ed utilità: Tar Puglia Sezione Seconda, sentenza n. 159/21 pubblicata in data 27.01.2021.

 

 

 

Armi e vecchie querele: come scegliere avvocato

Come accennavo prima, ogni difensore tendenzialmente ha una o più specializzazioni.

 

Per lo meno questo è quanto ci si dovrebbe aspettare nel momento in cui si chiede la prima consulenza al legale, proprio per capire come muoversi: per evitare di sbagliare sin dai primi passi.

 

In una materia come il diritto amministrativo delle armi, vi assicuro che in Italia non sono poi tantissimi gli avvocati che si dedicano da decenni, quotidianamente, alla cura e tutela degli interessi di chi si trova in una situazione come quella descritta all’inizio di questo post.

 

Dunque, se pensi di doverti rivolgere all’avvocato, ascolta i consigli di chi prima ha avuto un’esperienza simile, poi ascolta più di un legale: in questo modo avrai i termini di paragone e potrai effettuare la tua scelta con più tranquillità.

 

Solo dopo queste prime valutazioni, allora fai la tua scelta consapevole: nomina il difensore che più ti sembra adatto a seguire il tuo caso con l’attenzione e la dedizione che merita.

 

 

 

Vuoi altre informazioni?

Manda un messaggio all’Avv. Francesco Pandolfi     3286090590

mail: studioQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 2362 volte Ultima modifica il Domenica, 31 Gennaio 2021 11:20
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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