Domenica, 04 Luglio 2021 19:33

Porto d’armi tiro a volo: reati che impediscono il rilascio della licenza

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Non avere mai tenuto condotte di abuso specifico dell’uso delle armi di regola previene il rigetto dell’istanza di rilascio della licenza di porto d’armi per il tiro a volo.

 

 

 

Una cosa è certa: nel diritto amministrativo delle armi non tutti i reati sono uguali.

 

Per altro bisogna anche vedere quando sono stati commessi questi reati.

 

In quanto anche il fattore tempo ha un peso specifico nella valutazione discrezionale che deve fare la Questura prima di decidere sul rilascio della licenza.

 

Allora, se anche tu come me sei interessato a saperne di più, prenditi due minuti e con un po’ di pazienza leggi tutto il post.

 

Magari queste informazioni ti tornano utili o puoi passarle a qualche amico che si sta ponendo le stesse domande, o magari si è trovato di fronte ad un diniego e vuole decidere come muoversi.

 

Bene: la prima cosa da sapere è che non tutte le condotte umane incrinano l’affidabilità di un soggetto che ambisce all’utilizzo di armi.

 

Ad esempio, per quanto certi fatti commessi da una persona possano essere visti come condotte disdicevoli che tendenzialmente incrinano l’affidabilità, bisogna fare attenzione però a dare giudizi affrettati.

 

Meglio vedere più in dettaglio i fatti e, soprattutto, scoprire se c’è o non una relazione diretta tra il fatto-reato e l’impiego dell’arma.

 

Ciò che va visto, volta per volta, è se certi reati incidono o no sull’affidabilità.

 

Ora, può darsi che a naso ti venga di dire di sì; sappi però che non è sempre così, come subito vedremo: per lo meno non lo è per tutte le ipotesi di reato.

 

Pensiamo a reati commessi tempo fa come il falso, la turbativa d’asta, la truffa, la falsità ideologica, insomma a quella categoria di reati che non contempla un atteggiamento violento del responsabile che li ha commessi.

 

Oppure pensiamo ancora a vecchie situazioni tipo la sospensione della patente per guida sotto l’influenza di alcool, o alla sospensione della patente per superamento dei limiti di velocità.

 

L’elenco di esempi potrebbe allungarsi, come facilmente intuisci.

 

In queste situazioni non c’è alcuna conseguenza in materia di armi.

 

Perciò se la Questura pensa che invece questi reati incidono lo stesso sull’affidabilità, ebbene in questo caso deve scrivere una motivazione del rigetto dove si capisca che ha svolto un’adeguata istruttoria per arrivare a questa conclusione [1].

 

Altrimenti il rigetto potrai tranquillamente criticarlo con un ricorso al Tar.

 

In conclusione: in caso di no dell’amministrazione devi pretendere dalla stessa un’istruttoria e una motivazione approfondite.

 

Altrimenti agisci e presenta il ricorso per l’annullamento del decreto di rigetto dell’istanza.

 

In tanti anni ho aiutato centinaia di persone a risolvere ricorsi come quello che qui, in estrema sintesi, ti ho illustrato.

 

Se anche tu ti trovi in una situazione simile, contattami per valutare la fattibilità del tuo ricorso.

 

 

 

[1] Tar per la Lombardia Sezione prima, sentenza n. 522 del 23.02.2018.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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