Martedì, 03 Agosto 2021 18:13

Questura e Prefettura: provvedimenti contraddittori in materia di armi

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Gli organismi del Ministero dell’Interno devono emettere provvedimenti coerenti, logici, ragionevoli, legittimi. Non possono emettere provvedimenti contraddittori.

 

 

 

In materia di riesame della revoca del porto d'armi per uso caccia la Questura, rigettando l’istanza di riesame, non può andare in contraddizione con la Prefettura che ha revocato il divieto di detenzione armi.

 

Mi rendo conto che, a prima vista, ti potrà sembrare strano che due articolazioni amministrative del Ministero dell’Interno, cioè dello stesso organismo istituzionale, possano a volte contraddirsi, emettendo provvedimenti disallineati a tuo danno, quando tu hai invece interesse ad una decisione ragionevole e di buon senso.

 

Eppure queste situazioni, per quanto insolite ti possano sembrare, si verificano.

 

Eccome se si verificano.

 

Ti chiederai allora: in sostanza, come concretamente la Questura e la Prefettura possono contraddirsi?

 

La risposta è questa.

 

Per avere presente la questione pratica fai mente locale su un rigetto di un’istanza di riesame della revoca del porto d'armi per uso caccia, nonché di un presupposto decreto del Questore contenente il rigetto dell’istanza di riesame della revoca del porto d'armi per uso caccia.

 

Ecco: nel momento in cui la Questura, svolgendo un’istruttoria amministrativa superficiale a seguito della tua istanza di riesame, non tiene conto di un precedente provvedimento favorevole del Prefetto, quale può essere la revoca di un divieto di detenzione armi a tuo carico, in quel momento scatta la contraddizione di cui parliamo e, per conseguenza, potrai certamente portare la pratica davanti ad un giudice.

 

Qui, una volta notificato e depositato il ricorso, il giudice noterà che la Questura ha trascurato un dato fondamentale e, cioè, la revoca del divieto di detenzione da parte della Prefettura che, come ben sai, è Organo sovraordinato rispetto all’altra articolazione ministeriale.

 

Potremmo dire con una battuta: questa è la classica circostanza dove, nella stessa azione, la mano sinistra fa una cosa e la destra ne fa un’altra.

 

Se vuoi un esempio di quanto ho scritto, consulta la sentenza del Tar Salerno n. 1783/21 pubblicata il 20.07.2021.

 

Una causa dove il ricorso della parte privata è stato accolto e il Ministero dell’Interno condannato alle spese di giudizio.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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