Martedì, 10 Agosto 2021 15:18

Armi: guida alterata dall’alcool e revoca licenza

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Da una singola violazione del codice della strada per guida in stato di ebbrezza non può mai scaturire in automatico un divieto di detenzione armi, o una revoca della licenza.

 

 

 

Per tanti anni, praticamente da sempre, sei stato incensurato e non hai mai avuto precedenti penali.

 

Per tanto tempo non ci sono stati, a tuo carico, precedenti di polizia giudiziaria.

 

Non hai mai frequentato pregiudicati.

 

Detieni il porto d’armi da anni.

 

Nel tempo hai sempre guidato bene la tua vettura, senza provocare incidenti.

 

Non era mai stato rilevato nei tuoi confronti un abuso, o un uso diverso da quello consentito delle armi, per le quali ti era stato rilasciato il porto d’armi.

 

A un certo punto, però, ti è capitato di aver bevuto e di essere stato fermato dalla Polizia Stradale.

 

In quell’occasione la Polizia ha rilevato, a tuo carico, la guida in stato di ebbrezza alcolica ed ha avviato il procedimento del caso; successivamente sei stato condannato con il patteggiamento.

 

Proprio per questo pur occasionale episodio il Questore ha revocato la tua licenza di porto di fucile per uso caccia.

 

In pratica l’Ufficio ha detto che il reato di pericolo da te posto in essere ha evidenziato scarso senso di responsabilità, poiché hai esposto te stesso e la collettività alle conseguenze rischiose di una guida alterata.

Tanto ha indotto a ritenere che non sei più in possesso dei requisiti di assoluta affidabilità e buona condotta, indispensabili per essere titolare di autorizzazioni di polizia in materia di armi.

 

Vista la posizione della Questura, hai deciso allora di ricorrere al Tar.

 

Nel ricorso hai scritto che l’episodio è stato unico ed occasionale, inoltre che una specifica visita medica disposta dal Prefetto ha pure certificato la tua idoneità alla guida con la categoria B.

 

Il Tar, a quel punto, ti ha dato ragione [1], dicendo che, in effetti, l’episodio in cui sei stato controllato alla guida in stato di alterazione psicofisica è rimasto isolato, non essendo tu incorso in ulteriori condotte tali da innescare dubbi sulla tua idoneità all’uso delle armi, fatto che l’Amministrazione non ha valutato.

 

Oltre ad avere riconosciuto l’assunzione di alcol, hai poi prodotto documenti che confermano la tua astensione dall’abuso di alcolici e l’occasionalità dell’evento contestato dall’amministrazione.

 

Insomma, ha detto il magistrato: da una singola violazione del codice stradale per guida alterata non può conseguire automaticamente anche un divieto generale di detenzione delle armi, laddove la motivazione del provvedimento negativo non sostenga un giudizio di pericolosità sociale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

In finale: sappi che se il giudizio di inaffidabilità tirato fuori dalla Questura è quello sopra illustrato, farai bene a presentare il ricorso al Tar, in quanto questo atto ti porterà dritto dritto verso l’accoglimento e l’annullamento della revoca del Questore.

 

 

 

[1] Tar Lombardia, Sez. Prima, sentenza n. 1840 del 27.07.2021.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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