Mercoledì, 27 Ottobre 2021 17:59

revoca del divieto detenzione armi: consigli

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Come ottenere l’accoglimento dell’Istanza per il riesame e la revoca del divieto di detenzione armi, munizioni e materie esplodenti.

 

 

 

In materia di detenzione e porto di armi, l'Autorità di pubblica sicurezza gode di ampia discrezionalità nel valutare la sussistenza dei requisiti di affidabilità del soggetto nell'uso e nella custodia delle armi, a tutela della pubblica incolumità.

 

Questa è la regola di fondo.

 

La conosciamo bene.

 

Sappiamo altrettanto bene però che la discrezionalità non equivale a strapotere nei confronti del cittadino.

 

In pratica, vogliamo dire che se la persona interessata presenta un’istanza per il riesame e la revoca del divieto, questa richiesta deve essere realmente valutata dal Prefetto, o rivalutata.

 

L’Autorità non può trascurarla e limitarsi a dire, se la vuole respingere, che ha valutato gli elementi a sua disposizione risalenti ad una precedente istanza rigettata.

 

Deve, al contrario, istruire di nuovo la pratica e giungere ad una decisione ragionata e razionale, che tenga conto della condotta di vita complessiva dell’interessato, senza sbagliare o peccare di superficialità.

 

Insomma: non può decidere arbitrariamente [1].

 

Quindi, per fare un esempio tra i tanti possibili: ai fini del divieto definitivo di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti, una volta sopravvenuta l'estinzione del reato, la coerenza dell'ordinamento impone all'Amministrazione di procedere ad una prognosi concreta che tenga conto del tempo trascorso e della condotta tenuta successivamente al fatto di reato, con l'onere di motivare specificamente i fatti che essa ritenga espressivi del non avvenuto completamento dell'emenda.

 

Se non lo fa, è evidente che il Ministero si espone ad un ricorso e lo perde pure.

 

Allora, in conclusione: il consiglio pratico per ottenere l’accoglimento dell’istanza di riesame e revoca del divieto è di mostrare al giudice la sua illegittimità, quando è adottato in mancanza di istruttoria e di motivazione.

 

 

 

[1] Tar Liguria Sezione prima, sentenza n. 610/21 pubblicata il 29.06.2021.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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