Venerdì, 25 Marzo 2022 17:02

Ho fatto un incidente e mi hanno revocato il porto d’armi uso caccia

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La Questura può revocare il porto d’armi ad uso caccia solo quando è provata la pericolosità sociale della persona, non negli altri casi.

 

 

 

Sei rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre guidavi in stato di ebbrezza alcolica e la Questura ha deciso di revocarti il porto d’armi ad uso caccia, in quanto evidentemente ti ha ritenuto non affidabile.

 

C’è da dire che questo episodio è stato unico nella tua vita, nel senso che non ti era mai successo prima di trovarti in una situazione del genere.

 

In ogni caso, sembra che questo dettaglio per la Questura non abbia tanta importanza: ciò che importa per l’Amministrazione è che hai causato un sinistro ed è stato rilevato lo stato di alterazione. Tutto qui.

 

Tu, però, ritieni che un singolo isolato episodio, come quello che si è verificato, non può condizionare una valutazione così delicata e decidi quindi di presentare il ricorso.

 

Il tribunale, a questo punto, concorda con la tua tesi ed accoglie il ricorso [1].

 

Vediamo di capire come mai i magistrati danno torto al Ministero dell’Interno e ragione a te.

 

E’ presto detto.

 

Premesso in generale che il porto d’armi può essere concesso solo quando c’è completa sicurezza sul buon uso dell’arma stessa, bisogna però pur dire che un episodio come quello di cui parliamo, ossia l’incidente, che rimane isolato nel tempo e nella tua vita non può trasformarsi in una condanna.

 

Certamente è una vicenda che merita attenzione, ma da qui a dire che condiziona l’affidabilità sulle armi ce ne passa.

 

In pratica, il tribunale dice che la violazione del codice della strada per guida alterata non può far scattare, in automatico, il divieto o la revoca del Ministero dell’Interno sulle armi.

 

Semmai potrebbe farlo solo se la motivazione di quella revoca fosse così ben scritta ed articolata da dimostrare il giudizio sulla tua pericolosità sociale.

 

Insomma, secondo i giudici amministrativi: con un singolo episodio come quello descritto non è provata la tua inaffidabilità e, quindi, il ricorso va accolto.

 

 

[1] Tar Lombardia Sez. Prima, sentenza n. 539/22 pubblicata il 07.03.2022.

 

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Letto 6322 volte Ultima modifica il Martedì, 23 Agosto 2022 18:11
Francesco Pandolfi e Alessandro Mariani

Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO

Lo studio Pandolfi Mariani è stato fondato dall’avvocato Francesco Pandolfi.

Egli inizia la sua attività nel 1995; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Si è occupato prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni.

E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili".

La sua Missione era e continua ad essere con lo studio da lui fondato: "aiutare a risolvere problemi giuridici".

Riteneva che il più grande capitale fosse la risorsa umana e che il più grande investimento, la conoscenza. Ha avuto l'opportunità di servire persone in tutta Italia.

I tratti caratteristici della sua azione erano: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

Tutto questo resta, lo studio da lui fondato continua l’attività con gli avvocati e i collaboratori con i quali ha sempre lavorato nel corso degli anni e ai quali ha trasmesso tutte le sue competenze.

 

 

Alessandro Mariani Avvocato

data di nascita: 08/04/1972

 

Principali mansioni e responsabilità: 
Avvocato
Consulenza legale e redazione atti giudiziari per il recupero del credito (Decreto Ingiuntivo e Costituzione nelle opposizioni);
Attività giudiziale e stragiudiziale con apertura di partita iva ed iscrizione alla casa forense;
Iscrizione nell’Albo degli Avvocati stabiliti di Latina dal 26/4/2012.

 

 

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