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Lunedì, 03 Dicembre 2018 07:15

Militari, assegnazione temporanea 42 bis: si può con due figli?

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Militari, assegnazione temporanea 42 bis: si può con due figli?

Molte sono le domande che arrivano in studio relative all'assegnazione temporanea disciplinata dall'art. 42 bis d. lgs. 151/01; tra le tante c'è quella relativa alla domanda di assegnazione ripetuta due volte, cioè riproposta nel momento in cui il militare diventa padre per la seconda volta.

In un caso del genere l'amministrazione, se ha già accordato il beneficio una prima volta, in occasione della valutazione della seconda domanda (quando cioè il militare ha avuto il secondo figlio) non può detrarre i giorni già fruiti sulla prima assegnazione.

E' questo un caso che è stato affrontato e risolto favorevolmente per il militare ricorrente dal Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia - Milano, Sezione 3, con sentenza 10 aprile 2018, n. 962.

Caso poi confermato in appello dal Consiglio di Stato, con ordinanza 4011/18 del 31.08.18.

 

 

I principi da tenere a mente

Come anticipato, l'amministrazione non può decurtare dal periodo dovuto di assegnazione temporanea per il secondo figlio i giorni già fruiti in occasione della prima domanda, in quanto il beneficio dell'assegnazione temporanea viene riconosciuto dal citato articolo 42 bis per ciascun figlio.

a) per effetto della modifica introdotta dalla legge 7 agosto 2015, n. 124, il trasferimento ex 42-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, che rappresenta un beneficio previsto dal legislatore a tutela della famiglia e dei minori, può essere negato solo per “casi o esigenze eccezionali”, che l’Amministrazione ha l’onere di esporre in modo dettagliato;

b) per consolidata giurisprudenza:

b.1) la situazione soggettiva protetta ha carattere di interesse legittimo e non di diritto soggettivo;

b.2) tuttavia, l’art. 42-bis TU 151/2001 consente il diniego del trasferimento temporaneo soltanto in casi eccezionali;

b.3) la norma impone infatti all’Amministrazione l’onere di supportare l’eventuale diniego con riferimenti specifici e circostanziati alla professionalità del militare istante e alla conseguente sua insostituibilità nel reparto a quo;

b.4) le ragioni ostative all’accoglimento della domanda non possono consistere in semplici difficoltà organizzative rispetto al personale disponibile o nelle generiche esigenze della sede di attuale appartenenza, ma devono essere - appunto - eccezionali e documentate (cfr. Cons. Stato, sez. III, ordinanza 16 febbraio 2016, n. 685; sez. III, sentenza 1° aprile 2016, n. 1317; sez. IV, ordinanza 26 maggio 2017, n. 2243; sez. IV, ordinanza 6 dicembre 2017, n, 5288);

c) l’Amministrazione non può segnalare fisiologiche ed ordinarie “esigenze di servizio”, sebbene associate a carenze di organico;

c.1) l'Amministrazione deve dedurre in modo accurato sulla peculiare professionalità, ovvero specializzazione, delle prestazioni rese dal militare istante.

 

 

Lo studio affronta quotidianamente casi in materia di 42 bis d. lgs. 151/01;

se anche tu ti trovi in una situazione come quella descritta, invia il tuo quesito e cercheremo di trovare la migliore soluzione al tuo caso.

Avv. Francesco Pandolfi

3286090590

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Letto 1327 volte Ultima modifica il Lunedì, 03 Dicembre 2018 07:36
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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