Giovedì, 05 Agosto 2021 10:27

Militari: trattamento economico per personale trasferito d’autorità

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La domanda

Salve Avvocato Pandolfi, vorrei sapere se appartenenti all’Arma dei Carabinieri possono chiedere l’accertamento del loro diritto alla corresponsione del trattamento economico previsto dall'art. 1 L. n. 100-1987 per il personale trasferito d’autorità (ora art. 1 L. n. 86-2001); parliamo di personale destinato alle compagnie operative sulla base di una loro domanda che ha riscontrato una interpellanza dell’Amministrazione; i militari hanno quindi frequentato un corso e sono poi stati assegnati alle cosiddette compagnie operative previste, per far fronte a situazioni di ordine e di sicurezza pubblica particolarmente critiche in alcune aree del territorio italiano. La loro assegnazione non è, dunque, a nostro avviso, un’ipotesi di trasferimento di autorità in quanto intervenuta a domanda.

 

 

 

La risposta

Le sentenze hanno via via chiarito che il diritto del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ottenere l’indennità di trasferimento, come ora disciplinata dall’art.1 della legge n. 86-2001, è subordinato al ricorrere dei seguenti quattro presupposti:

 

- il trasferimento deve essere avvenuto d’autorità, a seguito di soppressione o dislocazione del reparto di servizio o di sue articolazioni;

 

- la nuova sede di servizio deve essere distante almeno 10 km dalla vecchia sede di servizio;

 

- il comune sede della nuova sede di servizio deve essere diverso da quello in cui era ubicata la vecchia sede di servizio;

 

- il comune sede della nuova sede di servizio non deve essere limitrofo, e cioè confinante, rispetto a quello sede della vecchia sede di servizio.

 

In particolare, circa il primo presupposto richiesto, e cioè, il trasferimento disposto d’autorità, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha definitivamente precisato, con la decisione 29 gennaio 2016, n. 1 che il trasferimento del militare ad altra sede, disposto a seguito della soppressione dell’ente o della struttura alla quale il suddetto dipendente era originariamente assegnato, si qualifica necessariamente come trasferimento d’ufficio in quanto preordinato alla soluzione di un problema insorto a seguito di una scelta organizzativa della stessa Amministrazione e, quindi, alla tutela di un pubblico interesse.

 

Questa pronuncia riguarda il caso della soppressione del reparto di origine, e non il caso in cui il trasferimento avvenga alla fine di un corso, previo interpello delle persone interessate, per entrar a far parte di reparti di nuova istituzione.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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