Domenica, 24 Ottobre 2021 20:00

Incidente stradale: si deve prevedere il comportamento degli altri?

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Il conducente di un veicolo può essere responsabile anche del comportamento degli altri utenti della strada: l’importante è che questo comportamento sia prevedibile.

 

 

 

A prima vista può sembrare strano che io, mentre guido, debba essere così attento da riuscire a prevedere eventuali imprudenze commesse da altri conducenti.

 

Eppure è così.

 

Almeno lo è per il codice e per la Cassazione.

 

Proprio la Cassazione penale ultimamente ha richiamato questo principio [1].

 

In pratica, la Corte ha stabilito che in tema di circolazione stradale il principio dell’affidamento si bilancia nel principio opposto, secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui, purché questo rientri nel limite della prevedibilità.

 

Tanto che, per esempio, l’obbligo di moderare adeguatamente la velocità in relazione alle caratteristiche del veicolo e alle condizioni ambientali, va inteso nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione.

 

Seguendo il ragionamento della Corte e per restare sul pratico: se investo un pedone che non attraversa sulle strisce pedonali e gli provoco lesioni gravi, rischio di essere condannato se la condotta della vittima era prevedibile, ad esempio perché nelle vicinanze c’era una fermata di autobus ed un certo traffico pedonale.

 

Insomma, per non avere problemi con le conseguenze degli incidenti stradali, il consiglio è di essere sempre più che attenti alla guida della vettura.

 

In questo modo il cervello riesce ad anticipare gli eventi prevedibili e a decifrare in tempo eventuali condotte strane e pericolose degli altri utenti della strada.

 

In conclusione, la risposta alla domanda posta dal quesito iniziale è si: Il conducente di un veicolo può essere responsabile anche del comportamento degli altri utenti della strada: l’importante è che questo comportamento risulti prevedibile.

 

 

[1] Corte di Cassazione, Sezione 4 penale, sentenza n. 20912 del 27.05.2021.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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