Domenica, 29 Dicembre 2019 16:52

Licenza armi: frequentazioni con soggetti controindicati

Scritto da

 

Secondo la Corte Costituzionale il potere di rilasciare le licenze per porto d'armi è una deroga al divieto sancito dall'art. 699 del codice penale e dall'art. 4, primo comma, della legge n. 110 del 1975; inoltre, dice la Corte, il porto d'armi non è un diritto assoluto, ma un’eccezione al normale divieto di portare le armi.

I due criteri di fondo sono racchiusi nella sentenza 16 dicembre 1993, n. 440, § 7, che ha condiviso quanto già affermato con la precedente sentenza n. 24 del 1981; inoltre, più di recente va menzionata anche la sentenza del 20 marzo 2019, n. 109.

Ultimamente, poi, i principi sono stati richiamati dalla Sezione Prima del Tar Calabria con la sentenza n. 1520 del 05.06.2019, pubblicata il 05.08.2019.

Il potere di cui parliamo è sicuramente ampio, tuttavia non è illimitato, come subito vedremo.

Si tratta di un potere che va esercitato con ragionevolezza.

 

 

Indice

La questione

Conclusioni

Come chiedere assistenza allo studio legale?

 

 

La questione

Perché il preambolo sulla Corte?

L’introduzione serve per impostare il discorso successivo, dove da una parte si individua e si riconosce il potere discrezionale del Ministero sulle licenze, dall’altra si mette in risalto che questo potere deve essere comunque ben governato e gestito, non potendo l’Autorità basare il proprio giudizio di inaffidabilità di una persona su argomenti che, alla fine, non reggono.

In sostanza, è vero che:

l’art. 39 r.d. 18 giugno 1931 n. 773 attribuisce alla Prefettura il potere discrezionale di vietare la detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti a chi chieda il rilascio di una autorizzazione di polizia o ne sia titolare, quando sia riscontrabile una capacità di abusarne.

Inoltre che il successivo art. 43 consente alla competente autorità - in sede di rilascio o di ritiro dei titoli abilitativi - di valutare non solo tale capacità di abuso, ma anche - in alternativa - l'assenza di una buona condotta, per la commissione di fatti, pure se estranei alla gestione delle armi, munizioni e materie esplodenti, ma che comunque non rendano meritevoli di ottenere o di mantenere la licenza di polizia, non occorrendo al riguardo un giudizio di pericolosità sociale dell'interessato.

In questo quadro, il sindacato sull'opportunità di concedere o meno la licenza si arresta, per il giudice, al limite della ragionevolezza.

  

E’ pure vero però che il giudizio di inaffidabilità dell’uso delle armi può risultare irragionevole perché fondato, ad esempio, su elementi inconsistenti.

Una situazione del genere è proprio quella che si è trovata a valutare il Tar Catanzaro, il cui Collegio si è espresso favorevolmente per l’interessato con la sentenza sopra citata.

Qui la questione ruota essenzialmente attorno alle frequentazioni dubbie dell’interessato e su un suo precedente penale, poi risolto.

In pratica, il giudizio di inaffidabilità dell’uso delle armi è risultato irragionevole perché fondato su elementi inconsistenti.

Nel caso concreto, la persona di cui si parla è stata assolta dalle accuse in forza delle quali gli era stata applicata la custodia cautelare in carcere.

Il suo coinvolgimento in una attività di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti era stata una semplice ipotesi sfornita di indizi di partecipazione morale e materiale.

Addirittura La Corte d’Appello aveva ritenuto, conseguentemente, che la privazione della libertà personale da lui subita fosse stata ingiusta e che egli non vi avesse colposamente dato causa, tanto che aveva disposto in suo favore il pagamento della somma di danaro prevista dalla legge a titolo di riparazione.

In secondo luogo, le frequentazioni con soggetti controindicati erano state di scarso significato, dato che era stato controllato con una persona solo successivamente segnalata per interruzione di pubblico servizio, lesioni e per reati legati agli stupefacenti; poi era stato controllato con un soggetto che dieci anni prima era stato segnalato per porto abusivo e detenzione di armi e munizionamento e solo successivamente era stato segnalato per altri reati, prevalentemente contro il patrimonio.

Quindi era stato controllato con un soggetto in passato segnalato per reati di falso; ancora era stato controllato con una persona che in passato, esattamente dieci anni prima, era stato segnalata per reati relativi al traffico di sostanze stupefacenti.

Su tali dati, dice giustamente il Tar che il ricorrente non poteva prevedere i futuri pregiudizi di polizia a carico dei soggetti che si è trovato a frequentare e che, in ogni caso, non era neppure noto agli atti se i soggetti controindicati avessero subito procedimenti penali per i reati per i quali erano stati segnalati e quale fosse stato l’esito.

Non vi era dunque la possibilità materiale di affermare che la persona interessata fosse consapevole di frequentare soggetti dotati di un profilo di rilievo criminale.

Infine, secondo l’accertamento ricostruito dal Tribunale, l’amministrazione aveva sottovalutato che i Carabinieri, in precedenza, nel rendere l’informativa sull’affidabilità del ricorrente avevano escluso che frequentasse pregiudicati o comunque soggetti controindicati; e, ancora, che il ricorrente, avendo già ottenuto la licenza di porto di armi a uso caccia, avesse dimostrato diligenza nella detenzione e porto.

 

 

Conclusioni

In definitiva, il fatto che ci interessa è questo: il Tar ha accolto il ricorso ed annullato i provvedimenti amministrativi impugnati.

 

 

Come chiedere assistenza allo studio legale?

Per avere assistenza legale o chiedere un parere per valutare la presentazione di un ricorso, basta utilizzare il portale MiaConsulenza.it, oppure inviare il quesito utilizzando la mail di studio: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

E’ sempre possibile contattare direttamente l’Avv. Francesco Pandolfi all’utenza mobile 3286090590.

Lo studio è a tua completa disposizione anche se hai solo bisogno di parlare del tuo caso, oppure di avere un resoconto sulle sentenze favorevoli che possono esserti di aiuto per una memoria difensiva o per il tuo ricorso.

 

 

 

Altre informazioni?

Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

3286090590

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 2026 volte
Francesco Pandolfi

 whatsapp  WhatsApp 
 skype  Skype
linkedin Linkedin
   

Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

www.miaconsulenza.it

Informazioni e recapiti

  • Indirizzo
    Via Giacomo Matteotti, 147
  • Città
    Priverno (LT)
  • Provincia
    Latina
  • CAP
    04015
  • Nazione
    Italy
  • Telefono
    +39.0773487345
  • Mobile
    +39.3286090590

Lascia un commento

Ogni commento verrà pubblicato una volta approvato il contenuto.
Potrebbe quindi trascorrere qualche ora prima di essere visualizzato in questa pagina.