Martedì, 14 Gennaio 2020 10:04

Armi uso sportivo e attacchi di panico

Scritto da

 

L’Avvocato risponde

 

Domanda

Salve Avv. Francesco Pandolfi. Ecco cosa è successo: per circa 3 anni ho sofferto di attacchi di panico e li ho curati andando dallo psicologo al Centro Salute Mentale, presso USL/ ASL della mia città e andavo una volta alla settimana dal mio medico di base per farmi stampare due ricette mediche, una per la terapia individuale e una per la terapia di gruppo. Aggiungo anche che questi attacchi di panico li ho curati solo ed esclusivamente attraverso delle sedute con un colloquio di circa 60 minuti con lo psicologo e aggiungo che non ho mai preso medicine, né avuto ricoveri presso strutture psichiatriche, né tso o roba del genere. Dopo 3 anni ho interrotto la terapia non riuscendo a trovare un lavoro per potermi pagare la terapia. Poi sono passati 2/3 anni dall'interruzione della terapia, sono andato dal mio medico di base ed ho chiesto il certificato anamnestico per porto d’armi e sul certificato il medico di base ha segnalato che ho avuto un lieve disturbo d'ansia che però è PREGRESSO. Quando mi ha fatto il certificato medico mi ha detto anche che l’ha dovuto inserire (IL LIEVE DISTURBO D’ANSIA PREGRESSO) anche perché sul suo pc sono registrate le ricette mediche che gli ho chiesto perché queste ricette mediche a sua volta sono state registrate presso l’USL/ASL della mia città dove ho conseguito le sedute con lo psicologo presso il Centro Salute Mentale. Sono poi andato alla medicina legale dell'USL/ASL e il medico legale si è rifiutato di rilasciarmi il certificato medico nonostante il disturbo d'ansia sia PREGRESSO. Così sono venuto a conoscenza di questo problema. Ora io non soffro più da anni di attacchi di panico. Stavo pensando pure se posso chiede una copia della mia cartella clinica del Centro Salute Mentale. Quello che vi chiedo come posso risolvere questo problema? Risolvo cambiando medico di base il problema trovandone un altro Voglio conseguire il porto d’armi per uso sportivo essendo disoccupato per poi essere eventualmente assunto presso un istituto di vigilanza come guardia giurata. Grazie mille.

 

 

Risposta

La questione è complessa e delicata, certamente non può essere sviscerata con un parere che poi è solo un post avente una finalità divulgativa (per altro, la risposta al quesito viene data al buio, senza aver visionato documenti in quanto l’interessato non ha inviato nulla, quindi sulla base del solo sintetico racconto contenuto nella questione posta da lettore).

In estrema sintesi, lei ha sofferto in passato di attacchi di panico, certificati presso la Asl; questi attacchi lei riferisce di averli curati, sia pur senza l’ausilio di farmaci. Dopo 3 anni dice di aver interrotto la terapia dal momento che non è riuscito a trovare risorse economiche per pagarsi tale cura.

Ad un certo punto il suo medico di base le ha rilasciato il certificato anamnestico ed ha trascritto che il disturbo d’ansia è lieve e pregresso; pare che questa dicitura la doveva per forza inserire, data la registrazione su pc e, per converso, presso la Asl stessa dove lei ha effettuato sedute con lo psicologo.

Poi, sempre seguendo la sua narrazione, accade che il medico legale si rifiuta di rilasciare il certificato medico, anche se, come lei riferisce, il disturbo era da intendersi pregresso.

Io, a questo punto, farei una prima osservazione: se il medico legale ha ritenuto di non rilasciare tale certificato qualche ragione ci sarà pure stata e bisognerebbe avere spiegazioni da lui per questo “rifiuto” (il rilascio del certificato è previsto anche se dovesse essere non favorevole, essendo un provvedimento medico legale impugnabile); ad ogni modo non credo che cambiando medico lei riuscirà ad aggirare l’ostacolo, resta pur sempre il dato storico anamnestico rappresentato dall’accertamento medico sottostante e pregresso.

Se, al contrario, invece, come lei assume è vero e documentabile che da anni non soffre più di attacchi di panico, ebbene questa circostanza dovrà pur essere altrettanto dimostrabile, magari anche con una perizia medico legale di parte da allegare al momento della richiesta del certificato medico della Asl (o all’eventuale successivo ricorso, da esperire in caso di giudizio di non idoneità).

Ciò che bisogna comprendere è se non appare effettivamente provata la presenza di disturbi mentali, di personalità o comportamentali.

Dunque il consiglio è di non affidarsi ad un semplice ed iniziale parere come può essere questo, ma di indagare a fondo consentendo, dopo aver affidato il mandato, lo studio di tutta la documentazione del caso al fine di poter approfondire ogni aspetto della questione e, poi, mettere in atto una strategia che abbia senso e un risvolto pratico ed utile. 

 

 

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Letto 1095 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Gennaio 2020 10:56
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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