Mercoledì, 17 Giugno 2020 14:17

Lesioni, oltraggio e rinnovo fucile uso caccia

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La domanda del lettore

Buongiorno, mi hanno respinto la richiesta di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia, esprimendo un giudizio negativo sull’affidabilità nell’uso delle armi in relazione alla pendenza di due procedimenti penali a carico, il primo per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale e il secondo per il reato di lesioni personali. Non hanno valutato le mie osservazioni e giustificazioni. Il ricorso al Tar si può proporre?

 

 

 

La risposta al quesito

Si: si può proporre.

 

L’Amministrazione deve valutare le giustificazioni fornite nel corso del procedimento, dopo la ricezione del preavviso di diniego.

 

Perché non dovrebbe esaminarle?

 

La Legge prevede che vadano esaminate.

 

Si tratta di un rimedio difensivo assai importante, con il quale lei potrebbe, ad esempio, spiegare che il procedimento per il reato di lesioni magari è stato archiviato, o ancora che magari non aveva mai avuto notizia, prima del preavviso di diniego, della denuncia per il reato di oltraggio, essendo quindi impossibilitato a difendersi sul punto.

 

Ora, al di là degli astratti esempi fatti, più in generale lei potrebbe argomentare sulla sua condotta, sicuramente irreprensibile, del che l’Amministrazione dovrebbe tenere comunque conto ai fini della complessiva valutazione circa la sua affidabilità nell’uso delle armi.

 

Dunque, sulla base delle indicazioni da lei fornite, il ricorso si può presentare; il Tar certamente esaminerà ed è molto probabile che reputi fondata la censura di violazione dell’art. 10 bis della legge n. 241/1990 e, quindi, delle prerogative di partecipazione al procedimento.

 

Il che potrebbe condurre all’annullamento dell’atto impugnato ai fini di un complessivo riesame della vicenda da parte della Questura.  

 

In sostanza, si tratta di un caso dove l’Autorità di P.S. si limita a richiamare i procedimenti penali a carico, senza rilevare niente in merito alle osservazioni e, soprattutto, non valutando alcun elemento ulteriore sulla vicenda.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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