Giovedì, 18 Giugno 2020 13:03

Militare trasferimento definitivo: consigli per un ricorso

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La domanda del lettore

Sn un carabiniere faccio servizio in xxxxxx, da anni usufruisco dei permessi mensili 104 poiché ho mio madre invalida al 100% e inoltre lotta da tempo con un tumore. Mio padre anche lui invalido, cardiopatico. Mio fratello lavora abita a xxxxx. Circa 3 anni fa provavo durante la chemioterapia di mia madre un trasferimento temporaneo verso la mia regione Puglia il comando generale mi ha risposto che le condizioni di salute di mia madre prevedevano una presenza costante quindi l'oggetto del temporaneo. Dicembre di quest'anno ho tentato un trasferimento definitivo; alla data di oggi non ho ricevuto alcuna risposta ma, molto probabilmente, sarà una risposta negativa; potrebbe spiegarmi come mi devo comportare per un eventuale ricorso. Grazie.

 

 

 

La risposta al quesito

La prima cosa che posso dire è questa.

 

Lei dovrebbe ricevere la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo tendente al diniego della domanda di trasferimento definitivo: rispetto a questo primo atto potrà presentare le sue motivate osservazioni.

 

Poi, una volta che l’amministrazione militare dovesse aver definitivamente consolidato la propria decisione, rigettando l’istanza, lei potrà presentare il ricorso al Tar territorialmente competente, quale giudice di primo grado.

 

Ovviamente, prima di intraprendere l’eventuale ricorso, il mio consiglio è di esaminare con cura le ragioni che sostengono il rigetto.

 

In altri termini: bisogna capire se si tratta di motivazioni cosiddette apparenti, cioè scritte lì a caso, magari uguali o somiglianti a quelle adottate in casi analoghi, oppure si tratta di motivazioni reali, analitiche e solide.

 

Nel primo caso il ricorso è proponibile, nel secondo bisogna pensarci bene prima di proporlo.

 

Più in generale, tenga presente che per impostare correttamente il ricorso bisogna far capire al Collegio di giudici che nel diniego manca un giusto bilanciamento tra le esigenze dell’amministrazione (di regola prevalenti) con le sue dimostrate ed improcrastinabili esigenze personali e familiari.

 

Soprattutto: in questo eventuale ricorso lei avrà l’onere di dimostrare che un suo eventuale trasferimento non porterà scompensi sul servizio svolto all’interno dell’amministrazione militare.

 

 

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Letto 481 volte Ultima modifica il Venerdì, 19 Giugno 2020 07:20
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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