Sabato, 27 Giugno 2020 13:59

Istanza di aggiornamento del divieto detenzione armi

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Cosa fare dopo il silenzio rifiuto formatosi sull’istanza presentata dalla persona interessata e relativa alla richiesta di aggiornamento del divieto di detenzione delle armi.

 

 

 

La cosa da fare è presentare un ricorso. Se poi, in corso d’opera interviene la Prefettura e, rendendosi conto della piena affidabilità del richiedente sana il problema, allora ovviamente il ricorso perderà di utilità e potrà essere abbandonato.

 

Ultimamente, una questione di questo tipo è stata esaminata dal Tar Napoli Sezione Quinta, con sentenza n. 2574/2020, pubblicata in data 24.06.2020.

 

Vediamo, in sintesi, il contenuto della pronuncia, tanto per avere un’idea di massima sugli effetti del silenzio amministrativo.

 

Il ricorrente ha proposto il ricorso per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura in relazione a sua istanza intesa all’aggiornamento della sua posizione, con riferimento al pregresso diniego di rinnovo della licenza di porto di fucile uso caccia, risalente al 2014, superato da successivi sviluppi dei procedimenti che avevano indotto l’Amministrazione al diniego.

 

Nell’istanza la persona interessata metteva in evidenza di essere stato assolto dalle imputazioni gli erano state in precedenza contestate, che comunque non avevano avuto seguito e che le vicende risalivano ad epoca remota, non potendo costituire presupposto del persistente diniego.

 

Da questo era partita la richiesta di rivedere la posizione.

 

Ebbene, dopo la notifica e iscrizione a ruolo del ricorso l’amministrazione adottava un provvedimento con il quale, in sede di aggiornamento del divieto di detenzione delle armi, la Prefettura ha ritenuto non più sussistente il pericolo e comunque ha ritenuto che siano venuti meno i presupposti su cui si era determinata a disporre il divieto di detenzione delle armi.

 

Risolto dunque il problema, a questo punto la parte ricorrente sostanzia la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso.

 

Spese di causa compensate.

 

 

 

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Letto 902 volte Ultima modifica il Sabato, 27 Giugno 2020 14:02
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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