Sabato, 22 Agosto 2020 18:09

Revoca di porto d’arma lunga e reato

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La domanda

Buongiorno avvocato, volevo gentilmente chiederle una cosa: il reato di frode nell’esercizio del commercio è idoneo ad insinuare dubbi sulla sussistenza dei requisiti di buona condotta richiesti dalla legge in capo ai titolari di autorizzazioni di polizia in materia di armi?

 

 

 

La risposta

No: non è idoneo ad insinuare tale dubbio nell’Amministrazione degli Interni.

 

Questo significa che se da parte della Questura ci dovesse essere un provvedimento amministrativo di diniego, come un decreto di revoca della licenza di porto d’arma lunga a fronte dell’unico reato (vedi anche: irrilevanza del fatto) descritto nella domanda (cioè la frode nell’esercizio del commercio), questo diniego potrebbe essere annullato con un ricorso (vedi anche: ricorso armi).

 

Il reato contestato, se costituisce l’unico supporto motivazionale della disposta revoca di porto d’arma lunga uso caccia e, magari, il procedimento si trova pure allo stato delle indagini preliminari (con conseguente status di incensuratezza della persona interessata), non è compreso tra quelli per i quali è previsto il diniego assoluto di rilascio della licenza di porto d’arma.

 

Pertanto, il ricorso potrebbe essere basato sulla carenza di motivazione proprio riguardo alla valutazione di sopravvenuta inaffidabilità ad utilizzare l’arma, in quanto basata su un unico episodio concernente un’ipotesi di reato che oggettivamente non è ricollegabile alla prevedibilità che Lei possa abusare dell’autorizzazione di Polizia.

 

In pratica, per rispondere in chiusura alla domanda da lei posta: dalle contestazioni formulate nei suoi confronti in sede penale devono emergere concreti elementi indicativi del rischio di utilizzare le armi in modo improprio, se non addirittura offensivo. Se tutto questo non viene fuori, allora presenti il ricorso senza indugio.

 

 

 

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Letto 1587 volte Ultima modifica il Sabato, 22 Agosto 2020 18:29
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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