Venerdì, 11 Dicembre 2020 17:12

Minacce (false) con arma alla moglie e denuncia ai CC

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La domanda

Buonasera avvocato vi racconto un fatto successo ad un amico oggi: Qualcuno chiama il 112 asserendo che tizio sta minacciando la moglie con un’arma, ovviamente tutto falso. I cc chiamano in caserma la moglie che conferma che è tutto falso. Messo a verbale e controfirmato. I cc comunque procedono al ritiro di armi, munizioni e pa. Da premettere che in famiglia non si è mai verificato nessun atto di violenza. Tutto normale? Come ha fatto il paladino della giustizia falsa a vedere attraverso i muri dell'abitazione?

 

 

 

La risposta

Difficile poter dire come ha fatto il paladino della giustizia a vedere attraverso i muri dell’abitazione.

 

Potrebbe aver piazzato delle cimici, o forse dispone di videocamere a infrarossi, o magari avrà sentito urla.

 

Chissà.

 

A parte gli scherzi, quello che, invece, si può dire, è che i Carabinieri non avranno fatto altro che registrare una situazione opaca e sospetta, il cui scenario ipotetico, basato sul solo racconto telefonico, probabilmente li avrà indotti a pensare ad un pericolo imminente nascente dalle presunte minacce con un’arma.

 

I casi come quello da Lei segnalato non sono rari, anzi direi che sono abbastanza frequenti.

 

Il ritiro delle armi effettuato dai Carabinieri è stato, possiamo dire, meramente cautelativo ed ha avuto il solo fine di prevenire nell’immediatezza malaugurati sinistri con le armi. Tutto qui.

 

Con ogni probabilità, a seguito del ritiro delle armi, i militari avranno provveduto a trasmettere la loro relazione a Questura e Prefettura, per l’avvio di un eventuale procedimento amministrativo di tipo inibitorio, rispetto al quale però, considerato il tenore della domanda iniziale da Lei posta, non dovrebbe essere difficile disarticolare, con opportune memorie difensive ed eventuali successivi ricorsi, l’ipotesi inizialmente formulata che, si ripete, vedeva in teoria la donna sotto minaccia di un’arma da parte del marito.

 

Questo perché da una parte dovrebbe emergere che la minaccia con l’arma è falsa, dall’altra che la stessa destinataria della minaccia, opportunamente ascoltata, ha confermato la falsità dell’ipotesi accusatoria rivolta al marito, inoltre perché dal quesito risulta che il nucleo familiare di cui si parla è stato sempre pervaso da un atteggiamento tranquillo nella convivenza quotidiana.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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