Giovedì, 11 Febbraio 2021 19:40

Porto d’armi sequestrato

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La domanda del lettore

Da molti anni ho il porto d'armi sequestrato perché mi venne fatta una denuncia per minaccia a mano armata, che io nel corso degli anni e con i relativi processi ho dimostrato il contrario, con la vittoria al TAR x divieto di detenzioni armi contro il prefetto, con il dissequestro delle armi, al riesame dopo che il giudice mi aveva rigettato il dissequestro, e la vittoria della causa penale per non aver commesso il fatto in formula piena, per la minaccia a mano armata come si diceva con la denunzia, ancora a tutt'oggi non mi viene rilasciato il porto d'armi perché vari anni fa lo stesso che mi denunziò  fece una segnalazione ai C.C. che è stata inserita nello SDI che forse io andavo a caccia con fucile e senza avere la licenza, che poi questa persona interrogata a negato e ritrattato,  io mi dico come si possa fare perché posso ritornare ad avere quel pezzo di carta per il mio hobby?

 

 

 

La risposta al lettore

Gent. Lettore, il suo quesito non è tanto chiaro.

 

Provo a decifrare: lei ha avuto il sequestro del porto d’armi in relazione ad una vecchia denuncia per minaccia a mano armata, superata dal processo dove è riuscito a dimostrare la non fondatezza dell’ipotesi avversa; ha avuto una sentenza di accoglimento da parte del tribunale amministrativo ottenendo il dissequestro, oltre in contemporanea la vittoria della causa penale per non aver commesso il fatto.

 

Successivamente, lei verosimilmente avrebbe ricevuto una segnalazione da parte dello stesso soggetto che in precedenza aveva sporto la denuncia; tale segnalazione sarebbe poi confluita nella banca dati SDI. A fronte di tutto questo lei oggi lamenta di non poter tornare in possesso del pezzo di carta per coltivare il suo hobbies.

 

Ebbene, dal momento che il quesito non spiega il contenuto di quest’ultima denuncia, o segnalazione che sia, dopo ritrattata, se ha bisogno di assistenza legale presenti inizialmente un’istanza per accesso agli atti, o la faccia presentare al suo avvocato, o la chieda al sottoscritto se intende affidare la sua pratica, ciò al fine di acquisire atti e documenti relativi al dossier che la riguarda; tanto dovrebbe consentire di avere una visione più chiara dell’articolata vicenda da lei accennata non proprio chiaramente nel quesito e, successivamente, permettere di delineare una strategia difensiva.

 

 

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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