Venerdì, 12 Febbraio 2021 12:00

Spintone e bisticcio occasionale: conseguenze per le armi

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Un diverbio occasionale, così come dare una spinta ad una persona in un contesto familiare dove capita che si discuta animatamente per futili motivi, non sono per forza segnali di un conflitto esistente e persistente tra persone e, quindi, non giustificano provvedimenti severi della Questura o della Prefettura in materia di armi.

 

 

 

Un divieto di detenzione armi, così come la revoca della licenza di porto di fucile, devono sempre essere basati su fatti specifici e concreti, in modo che di sicuro la persona di cui si parla possa essere considerata non affidabile per le armi, o non più affidabile.

 

Se invece questi provvedimenti amministrativi si fondano su un fatto sporadico ed isolato che, in apparenza, può far sembrare quella persona non affidabile, allora il divieto e/o la revoca vanno riesaminati tramite la contestazione con un ricorso.

 

Il caso classico è quello del battibecco occasionale tra persone per futili motivi: pensiamo a due famiglie che si scontrano all’interno di un condominio, lì uno dei contendenti da una spinta ad un’altra persona e la scena finisce lì.

 

Chiaro che le circostanze in cui si verificano queste situazioni possono essere le più diverse: ovviamente quando la Prefettura e la Questura vengono chiamate ad esprimere il loro parere deve esserci un insieme di elementi da valutare, non bastando il singolo isolato episodio litigioso.

 

In pratica, dovranno tener conto della personalità complessiva del soggetto sospettato di inaffidabilità, della sua storia precedente, dell’assenza o della presenza di denunce, dal tipo di denuncia, dei precedenti rinnovi di licenza e così via: se tutte queste valutazioni mancano i provvedimenti saranno sicuramente ricorribili.

 

Ora, posso dire che i tribunali amministrativi sono molto attenti, in genere, a soppesare tutti questi aspetti e i giudici non mancano di rimproverare alle articolazioni del Ministero dell’Interno le loro carenze valutative, quando queste ovviamente sono visibili all’interno del fascicolo.

 

La cosa da fare è, quindi, esaminare attentamente l’eventuale divieto prefettizio o la revoca questorile, affidarsi ad un avvocato che tratta tutti i giorni la materia delle armi e procedere con le memorie difensive e i ricorsi del caso.

 

 

 

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Manda un messaggio all’Avv. Francesco Pandolfi   3286090590

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Letto 789 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Febbraio 2021 12:04
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

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