Mercoledì, 09 Novembre 2022 15:10

LA CESSIONE DEL CREDITO: UNO STRUMENTO UTILE PER LE AZIENDE.

Scritto da Avv. Francesco Nepi
 

LA CESSIONE DEL CREDITO: UNO STRUMENTO UTILE PER LE AZIENDE.

 

Una delle voci più importanti del bilancio di un’azienda è quella che si riferisce al credito commerciale.

A tal proposito si parla spesso di credito deteriorato in relazione ad eventi che impattano negativamente sul bilancio aziendale.

Infatti, ad essere qualificati come deteriorati sono i crediti scaduti da almeno tre mesi, per i quali sono stati effettuati vani tentativi di recupero.

I crediti deteriorati possono, ad alcune condizioni, essere considerati come inesigibili; questo status può dipendere da diversi fattori tra i quali il reiterato inadempimento del pagamento da parte del debitore, la prescrizione, oppure perché vantati verso società oggetto di procedure concorsuali.

Le aziende hanno diverse opzioni per gestire i crediti deteriorati e inesigibili.

Una delle possibilità più interessanti è rappresentata dalla cessione del credito.

COS’E’ LA CESSIONE DEL CREDITO?

La cessione del credito è un accordo contrattuale attraverso il quale si trasferisce il diritto di credito di un soggetto (definito cedentead un acquirente terzo (il cessionario) che lo acquista ad un determinato prezzo, per poi procedere alla riscossione nei confronti del debitore (il ceduto).

L’istituto della cessione del credito è disciplinato all’art.1260 c.c. e successivi del codice civile.

Possono essere oggetto di cessione, a titolo gratuito oppure oneroso, tutti i crediti deteriorati sia di natura commerciale che finanziaria.

CESSIONE DEL CREDITO PRO SOLUTO E PRO SOLVENDO

L’istituto della cessione può essere distinto in due categorie:

  • Cessione pro soluto si riferisce alla possibilità, per il cedente, di non rispondere dell’eventuale inadempienza del debitore. Il cessionario non può quindi pretendere la prestazione dal cedente;
  • Cessione pro solvendo nel caso in cui il cedente garantisce la sussistenza del credito e risponde dell’eventuale inadempienza del debitore. Il creditore resta quindi garante sulle prestazioni del debitore che, in caso di inadempienze, può rivalersi sul cedente richiedendo la somma spettante.

La differenza, quindi, risiede nel fatto che nella cessione del credito pro soluto il cedente è tenuto a garantire l'esistenza del credito ceduto ma non la solvibilità del debitore, cosa che invece avviene nella cessione pro solvendo, dove il cedente risponde all’obbligo di pagare il debito nell’eventualità in cui non abbia provveduto il debitore ceduto.

IN CHE MODO É POSSIBILE EFFETTUARE LA CESSIONE PRO SOLUTO?

Nella cessione pro soluto il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito anche senza ricevere il consenso del debitore, a patto che il credito non abbia carattere strettamente personale o non sia vietato dalla legge.

La scelta di cedere i crediti non è oppugnabile: questi saranno eliminati dal bilancio attraverso uno strumento previsto dal codice civile.

Chi cede un credito pro soluto deve soltanto garantire al cessionario l’esistenza del credito e non la sua solvibilità.

Il rischio di inadempimento è quindi interamente a carico della società acquirente e non presenta rischi di rivalsa.

La cessione pro soluto consente al cedente di portare a costo l’importo derivante dalla differenza tra il valore nominale del credito e il corrispettivo di cessione, tenendo conto del fondo di svalutazione dei crediti e del suo ammontare, costituito seguendo un principio di prudenza che considera e assume eventuali perdite di valore.

Si procede così alla diminuzione del valore dell’attività registrando il fondo svalutazioni nell’attivo di stato patrimoniale.

E' opportuno e necessario, tuttavia, analizzare caso per caso la gestione contabile/fiscale dell'azienda, affidandosi ai propri consulenti, in modo da valutare l'eventuale utilità dello strumento.

PERCHE’ CONVIENE LA CESSIONE DEL CREDITO PRO SOLUTO?

Secondo quanto prevede il Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR – art.101, comma 5) ogni qualvolta il contribuente dimostra l’infruttuosità dell’attività di recupero del credito è possibile beneficiare della deducibilità delle perdite sui crediti inesigibili attraverso la cessione del credito pro soluto. 

Si tratta di uno strumento molto utile, che apre alla possibilità di defiscalizzare gli importi non recuperabili attraverso la detrazione del credito dall’incidenza delle imposte.

In sostanza, dimostrando l’impossibilità di recuperare un credito è possibile pagare meno tasse.

Facciamo un esempio.

Importo complessivo da cedere € 600.000,00

Corrispettivo per l’acquisto dei crediti € 600,00

Risparmio Fiscale € 144.456,00

In questo modo il cedente consegue una perdita immediata, deducibile fiscalmente nell’anno di stipula del contratto di cessione (art. 101, comma 5 TUIR).

La perdita consiste nella differenza tra il valore nominale dell’importo ceduto e il corrispettivo pagato dal cessionario generando un risparmio fiscale del 24% (aliquota ordinaria IRES attualmente in vigore).

Il vantaggio fiscale, indubbiamente appetibile in molte situazioni, non è però l’unico beneficio che si può ottenere attraverso la cessione dei crediti inesigibili.

Spesso infatti ci si dimentica di uno specifico obbligo civilistico.

Infatti secondo quanto prescritto dall’articolo 2423 del codice civile, il bilancio deve essere chiaro, veritiero e corretto cioè deve rappresentare la reale situazione patrimoniale e finanziaria della società: va da se quindi che la cessione dei crediti inesigibili consente alla società cedente di adempiere correttamente a tale obbligo civilistico, soprattutto nei casi di società soggetti ad obblighi di revisione del bilancio.

Un altro aspetto molto importante da considerare è il fatto che cedere crediti inesigibili facilita l’accesso al credito ed ai vari servizi finanziari: infatti un bilancio caratterizzato da un volume di crediti di grandi dimensioni, rappresenta un segnale negativo agli occhi delle banche e potrebbe rappresentare un problema: ecco che la cessione ha riflessi positivi anche sul rating dell’impresa, agevolandone quelli che sono i rapporti con gli istituti di credito.

Per richiedere una consulenza contatta l’Avv. Francesco Nepi                 Mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 59 volte Ultima modifica il Mercoledì, 09 Novembre 2022 17:10

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