Martedì, 15 Agosto 2017 09:44

Come combattere il cyberbullismo

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Lo scopo della legge 71/17 è il contrasto del fenomeno del cyberbullismo

 

Che cos'è il cyberbullismo?

E' più facile spiegarlo elencando le azioni che lo causano secondo l'art. 1 di questa importante legge.  Per cyberbullismo si intende qualsiasi forma di:

  • aggressione, 
  • molestia, 
  • ricatto, 
  • ingiuria, 
  • denigrazione,
  • diffamazione, 
  • furto d'identità,
  • trattamento illecito di dati personali a danno di minori realizzata per via telematica,
  • diffusione di contenuti on line con lo scopo di isolare il minore o metterlo in ridicolo.

 

Che cos'è l'istanza di oscuramento?

E' la modalità prevista dalla Legge per tutelare la dignità del minore.

Si tratta di uno scritto con il quale si chiede la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale diffuso in internet.

Il funzionamento di questo presidio è molto semplice:

il minore che ha pià di quattordici anni, oppure il genitore o chi ha la responsabilità del minore che abbia subito un atto tra quelli elencati nel paragrafo "che cos'è il cyberbullismo", può inviare al responsabile del sito o al titolare del trattamento un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale del minore.

A questo punto, scattano due termini:

  1. entro le ventiquattro ore successiva alla ricezione dell'istanza, questa deve essere evasa: il responsabile deve comunicare di aver assunto l'incarico di provvedere all'oscuramento,
  2. se manca questa rapida risposta entro quarantotto ore, cioè se non provvede all'incarico assunto, l'interessato può rivolgere il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore.

 

 

Le novità della Legge

a) Il reclamo 

Da quando è stata varata questa innovativa Legge, molti commentatori si sono messi al lavoro per estrarre i principi realmente utili alla tutela del minore.

La lettura della nuova norma ci offre come risultato che il Legislatore ha cercato di consegnare direttamente nelle mani del ragazzo, dai 14 anni in su, la possibilità di segnalare un contenuto illecito al gestore del sito o del social, mediante l'inoltre del reclamo al Garante.

 

b) il referente scolastico

Ogni Istituto scolastico deve avere questa figura, sulla quale quindi il minore potrà contare se si verifica un episodio di cyberbullismo; il referente ha un compito per la verità neppure tanto semplice, che consiste nel coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto, avvalendosi anche delle Forze di Polizia, se occorre.

Attenzione: nel caso dovesse mancare la nomina del referente scolastico, la Scuola potrebbe rispondere in sede civile dei danni causati al minore per la carente vigilanza.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta l'avv. Francesco Pandolfi

3286090590

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Letto 4424 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:58
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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