Lunedì, 05 Aprile 2021 16:33

Armi e revoca licenza: quando la Questura travisa i fatti

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Tar Calabria Sez. Prima, sentenza n. 528/21 dell’11.03.2021. Revoca della licenza di porto di fucile per uso caccia. Ricorso gerarchico. Silenzio-rigetto. Travisamento dei fatti. Ricorso.

 

 

 

Il travisamento dei fatti

Il caso

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Il travisamento dei fatti

Esistono casi in cui il Ministero dell’Interno e, per esso, la Questura, sbaglia nel valutare determinate situazioni passate a carico di una persona interessata, ad esempio, alla licenza di porto di fucile per uso caccia?

 

La risposta è sì: l’errore in cui può cadere l’Amministrazione è conosciuto, dai giudici e dagli avvocati, come travisamento dei fatti.

 

Travisare significa distorcere o alterare una verità storica.

 

In pratica sbagliare nella lettura delle carte.

 

Invece di assegnare ad un atto il significato coerente con quanto rappresenta, l’Autorità finisce per falsarlo.

 

 

 

Il caso

Leggendo le sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato si trovano decine e decine di casi nei quali l’Amministrazione degli Interni ha travisato i fatti.

 

Ultimamente ciò si è verificato in occasione della causa risolta dal Tar Calabria con la sentenza 528/21.

 

Qui i giudici hanno accolto il ricorso della parte privata e condannato il Ministero dell’Interno alle spese di lite, ovviamente il tutto con l’annullamento del provvedimento di revoca della licenza di porto di fucile ad uso caccia.

 

 

 

La soluzione del caso

Nel caso specifico della sentenza 528 si è trattato della revoca della licenza di porto di fucile per uso caccia, posseduta dalla persona interessata da oltre vent’anni e sempre rinnovata.

 

Come motivo della revoca il Ministero dice che il ricorrente è stato in passato condannato per il reato di omessa custodia di munizioni alla pena di anni 1 di reclusione, come comunicato dagli accertamenti effettuati presso la locale Procura; inoltre risulta aver assunto la veste di imputato in ordine ai reati di minaccia ed ingiuria, commessi diversi anni fa; altresì è stato segnalato all’A.G. per aver violato l’obbligo di avviare i propri figli all’istruzione elementare, poi è stato pure segnalato per il reato di invasione di terreni o edifici e danneggiamento.

 

Per arrivare alla revoca della licenza la Questura dice che, se è vero che anni prima la vecchia condanna per omessa custodia non è stata ritenuta influente ai fini del rilascio del porto di fucile, con l’aggiungersi degli altri reati nel corso del tempo l’affidabilità di questa persona è cambiata in peggio.

 

Succede però, dice il Tar, che la valorizzazione del più anziano precedente penale è frutto di un travisamento dei fatti dal momento che la sentenza di condanna, ritenuta in un primo momento irrilevante e, ultimamente, valorizzata, risulta in realtà pronunciata nei confronti di soggetto diverso dal ricorrente, fatto che per altro dal fascicolo risulta pacificamente ammesso anche dalla stessa Amministrazione.

 

Inoltre, il fatto che l’odierno ricorrente ha assunto in precedenza la veste di imputato in altro procedimento penale per il reato di minaccia ed ingiuria, nonostante l’intervenuta estinzione del procedimento per remissione della querela, questo solo fatto non vuol dire che la Questura dispone di certezze probatorie sulla sua verificazione.

 

 

 

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Francesco Pandolfi e Alessandro Mariani

Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO

Lo studio Pandolfi Mariani è stato fondato dall’avvocato Francesco Pandolfi.

Egli inizia la sua attività nel 1995; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Si è occupato prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni.

E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili".

La sua Missione era e continua ad essere con lo studio da lui fondato: "aiutare a risolvere problemi giuridici".

Riteneva che il più grande capitale fosse la risorsa umana e che il più grande investimento, la conoscenza. Ha avuto l'opportunità di servire persone in tutta Italia.

I tratti caratteristici della sua azione erano: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.

Tutto questo resta, lo studio da lui fondato continua l’attività con gli avvocati e i collaboratori con i quali ha sempre lavorato nel corso degli anni e ai quali ha trasmesso tutte le sue competenze.

 

 

Alessandro Mariani Avvocato

data di nascita: 08/04/1972

 

Principali mansioni e responsabilità: 
Avvocato
Consulenza legale e redazione atti giudiziari per il recupero del credito (Decreto Ingiuntivo e Costituzione nelle opposizioni);
Attività giudiziale e stragiudiziale con apertura di partita iva ed iscrizione alla casa forense;
Iscrizione nell’Albo degli Avvocati stabiliti di Latina dal 26/4/2012.

 

 

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