Sabato, 06 Luglio 2019 16:37

Strada senza guard rail

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Gli Enti proprietari delle strade hanno, come scopo, quello di garantire in ogni caso la sicurezza stradale?

In questo post cerchiamo di capire se sussiste un obbligo del genere.

 

 

Ebbene sì: nella Legge c’è questo obbligo.

Come prima cosa possiamo dire che, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, le norme impongono agli enti proprietari delle strade di provvedere sempre al controllo tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze. In particolare, l’estensione alle pertinenze dell’obbligo di manutenzione e controllo risulta assai importante.

 

 

La fonte normativa

Il conducente di un veicolo, mentre percorre una certa strada, avverte lo scoppio di una gomma; sbanda e finisce sotto una scarpata in quanto il sedime è privo delle barriere laterali di protezione. La macchina riporta seri danni.

Ecco: questo potrebbe essere il caso classico di responsabilità dell’ente proprietario e manutentore del tratto stradale carente.

Il fatto si può ricollegare all'art. 2051 cc: ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

 

 

I principi di diritto in generale

I principi di diritto in tema di responsabilità per i danni causati da beni in custodia e di distribuzione dei relativi oneri probatori sono i seguenti:

in tema di responsabilità ex art. 2051 cc, è onere del danneggiato provare il fatto dannoso ed il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno e, ove la prima sia inerte e priva di pericolosità, dimostrare che lo stato dei luoghi presentava un'obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il verificarsi del secondo, nonché di aver tenuto un comportamento di cautela correlato alla situazione di rischio percepibile con l'ordinaria diligenza;

ai sensi dell'art. 2051 cc allorché venga accertato, anche in relazione alla mancanza di intrinseca pericolosità della cosa oggetto di custodia, che la situazione di possibile pericolo sarebbe stata superabile mediante l'adozione di un comportamento cauto da parte dello stesso danneggiato, deve escludersi che il danno sia stato cagionato dalla cosa;

in tema di responsabilità del custode, la ricorrenza in concreto degli estremi del caso fortuito costituisce il risultato di un apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito.

 

 

I principi di diritto specifici, relativi al guard rail

La responsabilità per i danni nascenti da cose in custodia è configurabile qualora la cosa custodita sia di per sé idonea a sprigionare un'energia o una dinamica interna alla sua struttura, tale da provare il danno (scoppio di una caldaia, esalazioni venefiche da un manufatto, ecc.). Qualora, invece, si tratti di una cosa inerte e richieda che l'agire umano, ed in particolare quello del danneggiato si unisca al modo di essere della cosa, per la prova del nesso causale occorre dimostrare che lo stato dei luoghi presenti peculiarità tali da renderne potenzialmente dannosa la normale utilizzazione (buche, ostacoli imprevisti, mancanza di guard-rail, incroci non visibili e non segnalati);

la funzione del guardrail è quella di evitare che qualsiasi condotta di guida non regolare possa portare l'autovettura a pericolose uscite fuori dalla sede stradale: rispetto a questa funzione, non può essere considerata condotta abnorme quella del conducente che impatta violentemente contro il guardrail, il quale è proprio posizionato per attutire le conseguenze degli impatti violenti;

la custodia esercitata dal proprietario o gestore della strada non è limitata alla carreggiata ma si estende anche alle pertinenze, comprese le eventuali barriere laterali di sicurezza, in modo tale che in causa può essere affermata la responsabilità per danni che conseguano all'assenza o all'inadeguatezza di tali elementi di protezione;

la circostanza che per una determinata strada non sia imposta ex lege l'adozione di misure di sicurezza, non esime la p.a. dal valutare in concreto sempre e comunque se quella strada possa costituire un rischio per la sicurezza degli utenti.

 

 

In pratica

La società proprietaria (o l’ente proprietario), è tenuta all'installazione del guard-rail, in quanto occorre che sia sempre assicurata la sicurezza stradale.

Dunque la colpa della pubblica amministrazione può consistere sia nella violazione di norme prescrittive (colpa specifica), sia nella violazione delle regole di comune prudenza (colpa generica).

In definitiva: per non sbagliare il guard rail va sempre installato in quanto, è evidente, può anche salvare vite umane.

 

 

Per avere il risarcimento danni:

Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

3286090590

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Letto 279 volte Ultima modifica il Domenica, 07 Luglio 2019 09:50
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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