Domenica, 22 Settembre 2019 07:27

Detenzione armi, licenza di porto, disparità di trattamento

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Nel caso in cui la Prefettura dovesse emettere un decreto per respingere l’istanza per il rilascio della licenza di porto di pistola per difesa personale, come si fa a capire se può essere presentato il ricorso?

Poniamo il caso che il “no” sia dovuto (secondo l’interpretazione del Prefetto) all’inesistenza di situazioni di pericolo per l'incolumità fisica del ricorrente e, inoltre, si dica che la situazione di rischio è del tutto potenziale ed indeterminata, tale da non giustificare la necessità di andare armato.

Di fronte a un rigetto di questo tipo, la domanda che bisogna porsi è in che termini sia proponibile un ricorso.

Ebbene, la risposta è affermativa: il ricorso si può presentare in vari casi.

Uno tra questi è quello in cui c’è un eccesso di potere dell’Autorità, cioè quando questa, in casi analoghi a quello che esamina, ha deciso in modo diverso e favorevole per altre persone.

Stiamo parlando di casi, non infrequenti, di disparità di trattamento.

In pratica, ci si trova in presenza di eccesso di potere quando l'Amministrazione, nel respingere l'istanza formulata da un appartenente ad una categoria per la quale non ci sono particolari esigenze da tutelare col rilascio della licenza di porto d'armi, ha invece accolto l'istanza di chi si trova in una situazione sostanzialmente equivalente.

Quindi chi sceglie di impugnare un diniego di licenza può (e, anzi, deve) dedurre che, in un caso equivalente anche per circostanze di tempo e di luogo, l'istanza di altri è stata accolta.

La conferma di questo criterio ed onere procedurale proviene dal Tar Salerno, il cui Collegio si è pronunciato con la sentenza n. 1542 del 9 settembre 2019.  

 

La questione racchiude alcuni principi base, sempre utili da tenere a mente.

 

 

Indice

Quando il provvedimento amministrativo è ricorribile?

Cosa deve fare la Prefettura prima di rigettare la domanda di rilascio?

Cosa può fare il Tar sul rigetto della domanda di rilascio?

Come chiedere assistenza allo studio legale?

 

 

Quando il provvedimento amministrativo è ricorribile?

Tra i vari casi di ricorribilità, come abbiamo anticipato il decreto si può senz’altro criticare nei casi di disparità di trattamento, cioè in pratica, quando ci si trova in presenza di eccesso

di potere per cui l'Amministrazione, nel respingere l'istanza formulata da un appartenente ad una categoria per la quale non ci sono particolari esigenze da tutelare col rilascio della licenza di

porto d'armi, ha invece accolto l'istanza di chi si trova in una situazione sostanzialmente equivalente.

 

 

Cosa deve fare la Prefettura prima di rigettare la domanda di rilascio?

La Prefettura, nella valutazione dell’istanza, quindi nella fase istruttoria, deve compiere una valutazione ad ampio raggio e non può (non deve) sconfinare nell’eccesso di potere.

Se questo si verifica, la persona interessata può ricorrere alla magistratura amministrativa e chiedere che venga annullato il decreto negativo.

Il ricorso è ipotizzabile anche in altri casi; a titolo di esempio, tra questi ricordiamo quello relativo alle valutazioni prefettizie irragionevoli (rispetto alle considerazioni della Questura sul caso da esaminare).

 

 

Cosa può fare il Tar sul rigetto della domanda di rilascio?

Il Tar, quando si trova di fronte ad un quadro come quello descritto, ossia di disparità di trattamento, annulla il decreto del Prefetto.

Spesso condanna l’amministrazione anche alle spese di lite.

Da tenere presente: per questo tipo di ricorsi è onere del ricorrente prospettare al Giudice la disparità di trattamento rispetto ad un caso identico.

Solo così, infatti, la lamentela può essere portata all’attenzione del Collegio giudicante e può quindi dare un peso specifico al ricorso.

In ultima analisi: bisogna far valere l’eccesso di potere per disparità di trattamento rispetto a casi analoghi, decisi favorevolmente.

 

 

Come chiedere assistenza allo studio legale?

E’ semplice: basta utilizzare il portale MiaConsulenza.it, oppure inviare il quesito utilizzando la mail di studio: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Ovviamente è sempre possibile contattare direttamente l’Avv. Francesco Pandolfi all’utenza mobile 3286090590.

 

 

Altre informazioni?

Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

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Letto 629 volte Ultima modifica il Domenica, 22 Settembre 2019 12:27
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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