Sabato, 07 Aprile 2018 17:38

Arma da difesa: può diventare un diritto?

Scritto da

 

L'opinione di Concezio Alicandri - Ciufelli

 

La situazione:

In Italia i porti d’arma da difesa concessi sono solo 19’000, per una popolazione di circa 60 milioni di abitanti, inoltre tendenzialmente non vengono rinnovati neppure i vecchi.

Chi si volesse difendere da un aggressione non può farlo in maniera seria, può chiedere certo aiuto alle forze dell’ordine ma in queste situazioni ogni secondo appare prezioso e nell’immediatezza non vi è praticamente nessuna chance di essere aiutati (oltre questo negli ultimi anni le forze dell’ordine hanno subito dei tagli).

In Italia da qualche anno vi è la possibilità di acquistare presso armerie e non solo gli spray al peperoncino.
Cerchiamo ora di capire se tali mezzi possano essere d’aiuto.
Gli spray in Italia di libero acquisto e libero porto ovvero quelli conformi al D.M.12 Maggio 2011, 103 non sono gli stessi in quanto ad efficacia di quelli ampiamente diffusi nella gran parte dei paesi Europei come Francia, Germania ed extra Europei (USA ad esempio).

Le bombolette in Italia sembrano essere più un palliativo che altro infatti:

Il contenuto di capsicum non può superare il 10%
Il contenuto della bomboletta non può essere sopra i 20 ml
Il getto non può andare oltre il 3 metri, con il rischio in caso di trovarsi controvento di proiettarselo in faccia!(all’estero si arriva a 4/6 metri)
Per non parlare di un’altro strumento less lethal che potrebbe essere utilizzato da difesa (secondo me più come deterrente visivo che altro comunque), lo Stungun o dissuasore elettrico.
Qui ancora peggio che per gli spray al capsicum: in Italia gli Stungun possono essere acquistati solo con porto d’armi e non essere portati fuori dell’abitazione.
All’estero in molti paesi come Francia, Germania, Repubblica Ceca, Russia sono di libera vendita ai maggiorenni.

Le aggressioni avvengono sempre, e a volte non sono neanche tutte riportate dalla stampa.
Le donne sono poi quelle a rischiare di più perché possono essere aggredite non solo a scopo di rapina ma per stupro.

Poter portare con sé un’arma avendone i giusti requisiti si tradurrebbe in un calo di aggressioni, peraltro, la maggior parte senza dover neppure sparare, in quanto la deterrenza di un’arma corta, anche il solo mostrarla può porre fine ad un aggressione senza ferimenti da entrambe le parti.

Quindi riassumendo la situazione italiana in poche righe:

Porti d’arma da difesa sempre meno
Mezzi alternativi seri per difendersi non ci sono.

Però attenzione: ai Prefetti e Magistrati è permesso portare armi senza nessun titolo.
I politici continuano a godere del privilegio delle loro costose e numerose scorte armate.


La proposta:
Il porto d’armi da difesa dovrebbe essere di più facile accesso per tutti i cittadini che abbiano gli stessi requisiti per l’ottenimento per il porto d’armi ad uso sportivo o licenza di caccia.
Si potrebbe proporre, al rinnovo del porto d’armi ad uso sportivo, la possibilità di integrare il porto d’armi da difesa (questo perchè la persona in sei anni ha dimostrato responsabilità ed inoltre si eviterebbe di darlo ad un diciottenne).


Nel caso non si avesse il porto d’armi ad uso sportivo ma età maggiore di 24 anni, si potrebbe ottenere il porto d’armi da difesa ma con controlli annuali su alcool e droga per i primi tre anni.
Chi lo aveva e non gli è stato più rinnovato deve riaverlo.


Il porto d’armi da difesa deve diventare un diritto.

Concezio Alicandri-Ciufelli

Letto 8063 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Settembre 2018 15:21
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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5 commenti

  • Link al commento Francesco Pandolfi Venerdì, 21 Settembre 2018 15:31 inviato da Francesco Pandolfi

    concordo con tutti i vostri commenti.....

  • Link al commento Enrico Morsella Lunedì, 09 Aprile 2018 12:23 inviato da Enrico Morsella

    Sono completamente d’accordo

  • Link al commento Max Sabato, 07 Aprile 2018 22:34 inviato da Max

    Sono del tutto d’accordo. Mi sentirei di suggerire che per i possessori di pda sport/difesa se venissero estesi in misura maggiore vedrei opportuno per la incolumità di tutti un certificato medico annuale del proprio medico curante che ne attesti le facoltà mentali e l’assenza da dipendenze da stupefacenti o psicofarmaci. Per il resto condivido il ragionamento di poter ricorrere per tutti a potersi difendersi anche con l’uso di un arma da fuoco.

  • Link al commento roberto gaudina Sabato, 07 Aprile 2018 20:45 inviato da roberto gaudina

    Aderisco assolutamente ad una simile iniziativa. Le armi non sono "cattive", può esserlo chi le usa impropriamente...

  • Link al commento antonio Sabato, 07 Aprile 2018 18:39 inviato da antonio

    carassimo avvocato, bellissime parole, ma lei lo sa meglio di me che si tratta solo di utopia a vita, e non si avra' mai una decisione del genere . Saluti Antonio Laino.

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