Giovedì, 13 Settembre 2018 09:18

Armi certificati medici

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Armi certificati medici

Cosa da sapere sui requisiti psico-fisici minimi per il rilascio ed il rinnovo delle autorizzazioni al porto d’armi.

Aggiornamento al 12.09.2018.

Il Decreto
Le prime disposizioni applicative
Le indicazioni tecnico sanitarie in 5 passi

Chi effettua gli accertamenti dei requisiti psicofisici

La norma di riferimento

Le diverse modalità di espletamento delle certificazioni

Attività certificativa dei medici militari e competenza territoriale

invito a diffondere le indicazioni agli Organi del Ministero dell’Interno  

 

Il Decreto

Parliamo del Decreto Legislativo 10 agosto 2018 n. 104.

Attuazione della Direttiva UE 2017/853 del Parlamento euopeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 91/477CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.

 

Le prime disposizioni applicative

L’Ispettorato Generale della Sanità Militare dello Stato Maggiore della Difesa, ha promanato la circolare M_DSSMD REG2018 0138663 del 12.09.2018, con l’intento di tracciare linee guida esplicative e fornire indicazioni operative tecnico-sanitarie sul contenuto del D.L. di cui stiamo parlando.

 

Le indicazioni tecnico sanitarie in 5 passi

 

 

Le indicazioni offerte dall’Ispettorato Generale sono organizzate, in modo molto semplice, in 5 punti:

  1. chi effettua gli accertamenti dei requisiti psicofisici,
  2. la norma di riferimento (D.M. 28.04.98 Ministero della Sanità,
  3. distinzione di due diverse modalità di espletamento delle certificazioni,
  4. attività certificativa dei medici militari e competenza territoriale,
  5. invito a diffondere le indicazioni agli Organi del Ministero dell’Interno chiamati al rilascio delle autorizzazioni.

   

Chi effettua gli accertamenti dei requisiti psicofisici

Uffici medico legali e da distretti sanitari delle aziende sanitarie locali,

o strutture sanitarie militari o della Polizia di Stato,

ovvero i singoli medici della Polizia di Stato,

Vigili del Fuoco,

o i medici militari in servizio permanente ed in attività di servizio.

Sui requisiti psicofisici necessari per il rilascio e il rinnovo dell’autorizzazione al porto d’armi resta ferma la normativa vigente.

 

La norma di riferimento

Si tratta del Decreto 28 aprile 1998 del Ministero della Sanità. A questo proposito, la circolare a firma dell’Ispettore Generale Magg. Gen. Sebastiani contiene l’invito rivolto a tutti i medici militari alla scrupolosa osservanza della disciplina dettata dal richiamato D.M., vista la delicatezza di questa forma di valutazione ed accertamento medico legale.

 

Le diverse modalità di espletamento delle certificazioni

Analogamente a quanto previsto per l’accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento, revisione o conferma della validità della patente di guida per autoveicoli o motoveicoli, si distinguono due diverse modalità di espletamento dell’attività certificativa:

la prima in ambito di impiego con l’amministrazione militare,

la seconda in ambito di libera professione.

 

Attività certificativa dei medici militari e competenza territoriale

I medici militari non hanno limiti di competenza territoriale per l’attività certificativa di cui parliamo. Sulla base di questo presupposto, se dovessero sorgere dubbi in merito alle certificazioni ricevute, le questure e le prefetture possono chiedere informazioni al comando di appartenenza del medico certificatore, ovvero agli Organi di Vertice delle Forze Armate /Arma dei Carabinieri.

 

invito a diffondere le indicazioni agli Organi del Ministero dell’Interno  

La direzione Centrale di Sanità del Dipartimento di Pubblica Sicurezza viene invitata ad esaminare la possibilità di estendere le indicazioni della circolare agli Organi del Ministero dell’Interno deputati al rilascio delle autorizzazioni in argomento.

 

Altre informazioni su questo argomento?

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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