Giovedì, 13 Settembre 2018 19:47

Fucile carico e senza inserimento di sicura

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L’AVVOCATO RISPONDE

FUCILE CARICO E SENZA INSERIMENTO DI SICURA

LA DOMANDA

Buongiorno Avvocato, quali sono le differenze tra valutazioni civili risarcitorie, penali e amministrative quando si verifica un incidente di caccia, con fucile carico e senza inserimento di sicura di modo che poteva partire un colpo accidentale e ferire una persona? Grazie.

  

LA RISPOSTA 

Diciamo che “l’incidente di caccia” non si dovrebbe verificare, dal momento che custodia ed uso dell’arma esigono sempre una diligenza particolare.

In generale il compito dell'Autorità di P.S. è quello di prevenire abusi nell'uso delle armi, a tutela della privata e pubblica incolumità.

La maggiore o minore gravità delle lesioni procurate accidentalmente con l'arma ad un essere umano e, in generale, le circostanze di fatto legate al concreto verificarsi dell'episodio, sono elementi che possono risaltare in un giudizio penale per graduare le relative responsabilità, o in un processo civile risarcitorio.

Così non è, invece, sul fronte amministrativo.

Gli elementi sopra richiamati restano del tutto irrilevanti nell'ipotesi di verifica del corretto esercizio, da parte dell'amministrazione, della propria discrezionalità finalizzata a prevenire l'ulteriore pericolo per l'incolumità pubblica.

Né si può provare ad invocare, quale causa di giustificazione del comportamento, l'evento accidentale o il caso fortuito.

Il caso fortuito (idoneo ad interrompere il nesso causale) si riconnette ad un evento non prevedibile, nemmeno con l'uso dell'ordinaria diligenza, tale da rendere la condotta dell'autore non ricollegabile all'omissione delle normali cautele esigibili in situazioni analoghe.

In sintesi: la custodia e l'uso di un'arma esigono invece una diligenza particolare, idonea ad evitare ogni tipo di possibile incidente.

Nel caso descritto nella domanda, il porto di fucile viene negato per aver la persona interessata ferito il proprio compagno di caccia mentre procedeva verso la sua postazione, tenendo il fucile carico e senza inserimento della sicura, cosa che ha reso possibile la partenza accidentale del colpo. 

 

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Letto 3848 volte Ultima modifica il Giovedì, 13 Settembre 2018 19:50
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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