Mercoledì, 26 Settembre 2018 21:32

Smarrimento fucile da caccia

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Smarrimento fucile da caccia

In questo post vediamo i criteri che la Legge vuole rispettati per una corretta custodia delle armi.  

A fine articolo: cinque regole sempre utili.

 

Smarrimento di fucile: cosa fa l’amministrazione

Uno potrebbe giustamente chiedersi: ma è mai possibile perdere un fucile da caccia?

Ebbene, per quanto strano possa sembrare, la risposta è si.

Sono cose che si verificano e si sono effettivamente verificate: tra l’altro uno di questi casi è stato esaminato dal Tar Milano e risolto con la sentenza n. 2112 del 20.09.2018.

Ad ogni buon conto, è bene ribadire i concetti di fondo perché la materia è delicata.

Andando al pratico, il Prefetto può disporre il divieto di detenzione armi, munizioni e materie esplodenti se vede che la persona mostra segni di perdita dell’affidabilità.

Per esempio: sempre seguendo l’accenno sopra tratteggiato, un provvedimento del genere potrebbe venir fuori nel caso in cui la persona interessata abbia smarrito un fucile da caccia, caduto dal portellone posteriore della propria autovettura.

La particolarità e serietà di un episodio come quello descritto può essere aggravata dal fatto che l’interessato abbia chiarito l’accaduto e denunziato l’evento solo dopo l’avvertimento dei carabinieri che, nel frattempo, hanno spiegato che il fucile perso è stato ritrovato da terze persone.

 

Smarrimento di fucile: provvedimento ex art. 39 tulps

Si intuisce che, di fronte ad una situazione così combinata, il Prefetto faccia subito le sue valutazioni e inizi a far pendere l’ago della bilancia verso l’inaffidabilità.

Questo è il passo che precede l’adozione di un provvedimento ex art. 39 t.u.l.p.s.

Qui in gioco è l’affidabilità dell’interessato sulla detenzione ed uso dell’arma.

Non si scherza.

 

Smarrimento di fucile: indici rivelatori di inaffidabilità

Si vede subito che si tratta di una circostanza problematica.

Qui, l’autorità passa immediatamente a valutare gli indici che depongono per l’affidabilità o per l’inaffidabilità nella detenzione o uso dell’armamento.

Ecco allora che adotta una serie di parametri valutativi, tutti orientati sull’inaffidabilità di fondo della persona.

 

Smarrimento di fucile: cose che l’interessato deve fare

Chiaro che la persona che abbia un minimo di interesse a non vedersi recapitato un severo provvedimento del prefetto, deve fare attenzione ai precetti di seguito spiegati.

Deve:

evitare negligenza ed imperizia nel contegno, non creando le condizioni per lo smarrimento dell’arma (nel caso esaminato: caduta del fucile dalla vettura in movimento);

usare una cautela massima per ogni azione che compie;

assolvere agli obblighi di immediata informativa delle Autorità di P.S.;

consentire in tutti i modi un tempestivo recupero dell’arma;

evitare il formarsi di un giudizio di inaffidabilità sulla propria persona.

 

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Contatta l’Avv. Francesco Pandolfi

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Letto 2853 volte Ultima modifica il Mercoledì, 26 Settembre 2018 21:37
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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1 commento

  • Link al commento luigi calabretta Mercoledì, 12 Dicembre 2018 17:37 inviato da luigi calabretta

    cosa fare se in una denuncia di armi è stato erroneamente indicato un fucile che non esiste più dal 1971? e ci si accorge solo oggi di questa mancanza?

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