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Lunedì, 20 Agosto 2018 14:17

Assegnazione temporanea pubblico dipendente: condizioni per ottenerla

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Assegnazione temporanea pubblico dipendente: quali condizioni per ottenerla?

La Legge italiana accorda un particolare favore alla tutela della famiglia con minori.

In che cosa consiste l’art. 42 bis d. lgs. 151/01?

Potresti essere un agente della polizia di stato, un militare, un pubblico dipendente e trovarti nella necessità di presentare alla tua amministrazione un’istanza di questo tipo.

Sappi che il beneficio previsto dall'art. 42 bis consiste nella possibilità per il pubblico dipendente, con un figlio di età inferiore a tre anni, di chiedere l'assegnazione ad una sede di servizio nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa.

Va detto che esso non costituisce un diritto incondizionato del dipendente al ricorrere della particolare condizione familiare, atteso che detta assegnazione temporanea può essere concessa solo «subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione».

 

Quali sono le condizioni per la concessione del beneficio?

Il provvedimento di assegnazione temporanea è soggetto ad una doppia condizione: la prima è la sussistenza nella sede di destinazione di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva.

L'altra invece, l'unica che presenta profili di discrezionalità, è costituita dall'assenso dell'amministrazione che potrà essere negato limitatamente a casi o esigenze eccezionali.

E’ solo per quest'ultima condizione che opera il limite introdotto dalla novella della Legge n. 124 del 2015; la conseguenza di ciò è che, nell'ipotesi in cui sia la prima condizione a mancare, il diniego si configura come atto vincolato, non sussistendo l'imprescindibile presupposto della «sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva».

 

Che cosa potrebbe dire l’amministrazione?

Valutando la domanda potrebbe concludere che, nel bilanciamento degli interessi, ritiene prevalente quello pubblico per il buon andamento dell'amministrazione e per la regolarità del servizio istituzionale, utile alla realizzazione dei preminenti interessi collettivi.

Ora, però, bisogna fare attenzione alla motivazione del provvedimento.

Infatti questa, per quanto lunga e articolata, potrebbe non dare conto tuttavia di situazioni talmente eccezionali da legittimare il diniego all’assegnazione temporanea ad altro ente, ove magari è pure oggettiva la vacanza del posto in organico richiesta dalla norma quale presupposto imprescindibile.

   

Uno tra i tanti esempi

E’ quello che viene dalla sentenza del Tar Lazio Sezione Prima Quater n. 5870/2018 pubblicata il 28.05.2018 (un Agente della Polizia di Stato contro il Ministero dell’Interno): il dipendente impugna, vincendo il ricorso, il diniego all’assegnazione presso la Questura di Bari.

Qui, a seguito dell’istruttoria disposta dal Tribunale l’amministrazione non ha depositato né la richiesta “adeguata illustrazione” né altra documentazione idonea a dimostrare che, in ipotesi, fosse in corso una sorta di esodo dalla Questura di Roma, ossia che vi fosse un numero di coeve richieste di assegnazioni temporanee ad altra sede da parte di Agenti o Assistenti assegnati alla Questura di Roma; né ha rappresentato situazioni afferenti allo specifico servizio prestato dal ricorrente, per le quali la sua temporanea assenza per tre anni potesse, in ipotesi, comportare un disservizio non altrimenti neutralizzabile.

Di fatto, pur essendo note le esigenze di ordine pubblico della città di Roma in quanto Capitale e i rilevanti problemi di sicurezza connessi alla recrudescenza della minaccia terroristica, tuttavia dalla motivazione del provvedimento, fatte salve ovviamente notizie di intelligence non pubblicamente esternabili e secretate per ragioni di sicurezza, non emergono elementi tali da far ritenere che detta minaccia riguardi esclusivamente la città di Roma, nè che la privazione temporanea di un solo agente in forza alla Questura di Roma, pur residuandone altri 85 in più rispetto all’organico, potesse determinare una situazione di assoluta non gestibilità del servizio di ordine pubblico e di sicurezza della collettività, tale da denegare una richiesta correlata alla tutela di esigenze familiari, notoriamente guardate con un particolare favor da parte del legislatore.

 

In pratica

La Legge riconosce un particolare favore alla tutela della famiglia con minori.

Si tratta di norme di livello comunitario e costituzionale.

Ecco perché nel momento in cui si riceve il diniego è consigliabile controllare accuratamente la motivazione, al fine di individuarne le eventuali carenze sopra prospettate.

 

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Letto 1250 volte Ultima modifica il Lunedì, 20 Agosto 2018 14:28
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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