MiaConsulenza.it
legale, commerciale e altro...

whatsappContatta subito MiaConsulenza con WhatsApp!

Domenica, 16 Dicembre 2018 16:59

Associazioni militari a carattere sindacale

Scritto da

 

Associazioni militari a carattere sindacale

 

Qui, di seguito, un passaggio del mio intervento al 4° meeting nazionale di Sora organizzato da Libera Rappresentanza.

 

Abbiamo tre date importanti per lo sviluppo delle Associazioni militari a carattere sindacale:

 

13 GIUGNO 2018,

21 SETTEMBRE 2018,

14 NOVEMBRE 2018.

 

Su queste date si sta scrivendo, in Italia, il futuro delle associazioni militari a carattere sindacale.

Nel giro di appena 6 mesi abbiamo avuto 3 passaggi significativi nel percorso del nascente fenomeno sindacale.

Vediamole una per una.

 

13 giugno 2018

La Corte costituzionale, con sentenza n. 120/18, ha dichiarato illegittimo l'art. 1475 comma 2 del Codice dell'ordinamento militare nella parte in cui prevede che "i militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali".

 

 

21 settembre 2018

In attesa di un intervento legislativo in materia di associazioni militari a carattere sindacale, il Ministero della Difesa ha emanato una circolare allo scopo di integrare le disposizioni interne in materia di associazionismo tra militari, indicando specifiche condizioni per consentire l'avvio delle procedure di costituzione dei sodalizi professionali a carattere sindacale.

Queste condizioni sono:

  • divieto di avvalersi del diritto di sciopero
  • divieto di aderire ad altre associazioni sindacali non militari
  • uso di una denominazione idonea che indichi la natura di associazione sindacale militare
  • adesione del solo personale militare in servizio e in ausiliaria
  • iscrizione del personale militare a prescindere dal ruolo di appartenenza
  • esclusione nello statuto delle materie come ordinamento, logistica, rapporti gerarchici, impiego del personale e simili
  • elettività delle cariche elettive e durata temporale ben definita
  • rispetto del principio di neutralità delle Forze Armate
  • finanziamento solo dalle deleghe per il versamento delle quote sociali
  • assenza di lucro ed obbligo di rendiconto annuale
  • trasparenza e rispetto della privacy.

 

 

14 novembre 2018

Un mese fa circa, abbiamo avuto il parere del Consiglio di Stato.

Il C.d.S. ha cercato di chiarire alcuni dubbi del Ministero:

Sulla questione della limitazione ai militari in servizio attivo e in ausiliaria, questo limite sembra coerente con la natura delle associazioni e non contrasta con il principio di libertà di associazione. Infatti, il tenore della norma, così come interpretata dalla sentenza della Corte costituzionale, include la qualificazione delle associazioni come professionali, così da connotare un fondamento nell’esercizio dei compiti d’istituto, attuale o almeno potenziale con ragionevoli probabilità di effetto (per l’ausiliaria), che non si trova per il personale militare della riserva, né, tanto meno, per quello in congedo.

Corretta è stata valutata "la preclusione ai delegati della rappresentanza militare, di ogni livello, di ricoprire contestualmente incarichi direttivi nelle associazioni professionali a carattere sindacale": una simile evenienza, infatti, potrebbe indurre confusione di ruoli.

L’esclusione di un doppio ruolo, negli organi di rappresentanza e in quelli direttivi delle associazioni sindacali è ragionevole, considerata la natura non sindacale degli organi di rappresentanza, costituti anzi in funzione integrativa delle determinazioni dell’Amministrazione sulle questioni d’interesse del personale. Essi sono sorti proprio per corrispondere in forma dialettica alla funzione propria delle associazioni sindacali, sia pure nella peculiarità e con i limiti di quelle tra militari. Mantenerli distinti serve ad evitare confusioni di ruoli e a preservare il ruolo appunto dialettico delle associazioni sindacali.

E’ ritenuto corretto il principio dell’estraneità, anche solo in termini di partecipazione e sostegno, alle competizioni politiche e amministrative comunitarie, nazionali e territoriali di qualsivoglia livello e natura.

Per la questione dell’elettività delle cariche direttive, il CdS ha chiarito che deve dunque essere prevista una durata temporale ben definita e la rieleggibilità solo dopo un adeguato periodo di tempo: il divieto di rieleggibilità, sembra di poter intendere di rieleggibilità immediata al termine di uno o più mandati, non sembra giustificato tanto dall’esigenza di garantire il carattere democratico delle associazioni, come indicato nel contesto, perché allo scopo corrisponde pienamente la natura elettiva delle cariche, quanto, piuttosto, da una possibile preoccupazione sulla formazione di un ceto sindacale sostanzialmente permanente, tale anche da sottrarre gli interessati al proprio servizio nella forma più compiuta e per periodi molto prolungati; sarebbe, in effetti, una preoccupazione fondata, ma ad essa si dovrebbe corrispondere con la legge, perché un tale limite imposto in via amministrativa potrebbe non essere compatibile con i principi dell’ordinamento e, in particolare, con il principio di libertà di organizzazione sindacale.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

Contatta l'Avv. Francescom Pandolfi

3286090590

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 209 volte Ultima modifica il Domenica, 16 Dicembre 2018 17:09
Francesco Pandolfi

 whatsapp  WhatsApp 
 skype  Skype
linkedin Linkedin
   

Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

www.miaconsulenza.it

Informazioni e recapiti

  • Indirizzo
    Via Giacomo Matteotti, 147
  • Città
    Priverno (LT)
  • Provincia
    Latina
  • CAP
    04015
  • Nazione
    Italy
  • Telefono
    +39.0773487345
  • Mobile
    +39.3286090590

Lascia un commento

Ogni commento verrà pubblicato una volta approvato il contenuto.
Potrebbe quindi trascorrere qualche ora prima di essere visualizzato in questa pagina.

like miaconsulenza

MiaConsulenza contatti

Per qualsiasi informazione e richiesta,
contatta la redazione MiaConsulenza.





© 2017 Copyright. All Rights Reserved.

Newsletter

 Vuoi restare aggiornato sulle nostre attività? Iscriviti alla newsletter di Miaconsulenza.it

Studio Legale Francesco Pandolfi

Via G.Matteotti, 147
04015 Priverno (LT)

+(39) 0773487345
+(39) 328.6090590

francesco.pandolfi66@gmail.com
www.miaconsulenza.it
P.IVA  01692250598

OHSecurity is developed by Orange Hat Studios