Venerdì, 22 Febbraio 2019 18:18

Militari: lavoro svolto con profitto quando c'è trasferimento temporaneo

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L'Amministrazione militare ha l'onere di tenere in considerazione il sicuro incremento della prestazione lavorativa del suo dipendente, nel caso questi venisse temporaneamente trasferito per accudire i figli.

Il profitto nella prestazione professionale

il ragionamento dei giudici in un caso concreto

 

 

Il profitto nella prestazione professionale

In materia di trasferimento temporaneo regolato dall'art. 42 bis D. Lgs. n. 151/01 novellato, bisogna chiedersi se l'Amministrazione di appartenenza, pur messa di fronte alla necessità di valutare l'accoglimento della domanda, può avere interesse ad accoglierla nel caso in cui può aspettarsi una prestazione lavorativa più serena del militare interessato, oltreché profittevole.

 

 

Il ragionamento dei giudici in un caso concreto

Ebbene, stando ad un'interessante principio coniato dal Tar per la Puglia, la risposta che può darsi a questo interrogativo è senz'altro affermativa.

Vediamo perchè.

Poniamo il caso che il militare si trovi in una situazione di oggettiva difficoltà, sul piano logistico e familiare.

Può trattarsi, ad esempio, di un dipendente che non riesce a gestire la sua condizione familiare, data la presenza di figli minori e della moglie che lavora a tempo pieno.

Ora, nel caso in cui il ruolo del militare sia fungibile (quindi vi sia assenza di specializzazione / abilitazione professionale) e, dall'altro lato, l'Amministrazione non si trovi in circostanze eccezionali per l'espletamento dei servizi, il trasferimento temporaneo dalla sede di servizio attuale verso altra sede di auspicata destinazione (prossima alla famiglia) potrà essere concesso, anche con una modalità frazionata.

 

 

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Letto 1265 volte Ultima modifica il Venerdì, 22 Febbraio 2019 18:43
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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