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Sabato, 02 Marzo 2019 09:14

Militari: decadenza da ferma prefissata un anno

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Le dichiarazioni mendaci nella partecipazione ad un concorso: qual è la differenza che intercorre tra la dichiarazione non veritiera che mira a far conseguire l'ammissione al concorso e quella in cui il mendacio tende solo all'assegnazione di un maggior punteggio?

 

 

Indice

Dichiarazioni mendaci di differente contenuto

La reazione del Ministero della Difesa

I motivi del ricorso

La soluzione del Tar

 

 

Dichiarazioni mendaci di differente contenuto

La differenza c’è ed è chiarita in diverse sentenze.

Nel caso del falso per avere un punteggio maggiore, la decadenza dai benefici consiste nella semplice privazione del punteggio e, quindi, nel solo ridimensionamento della posizione in graduatoria del candidato.

Si tratta di una situazione ultimamente affrontata e risolta dal Tar Lazio, Sezione 1 bis, con la sentenza n. 1451 del 5 febbraio 2019, una pronuncia favorevole al militare ricorrente.

 

 

La reazione del Ministero della Difesa

Nel caso concreto, il Ministero della Difesa ha dichiarato l’interessato decaduto dalla ferma prefissata di un anno nell'Aeronautica Militare, per avere questi prodotto una dichiarazione mendace in merito al possesso della patente europea del computer, ossia per carenza del requisito specifico del relativo bando, rubricato "esclusioni", con la precisazione che il sevizio prestato è da considerarsi servizio di fatto.

 

 

I motivi di ricorso

Il ricorrente agisce per chiedere in giudizio l’annullamento del provvedimento amministrativo.

Dopo aver formulato vari motivi di ricorso, ad un certo punto spiega che si è trattato di una semplice erronea allegazione di un titolo non essenziale, ma solo accessorio, che a nulla è valso in quanto senza di esso si sarebbe collocato ugualmente in posizione utile e, conseguentemente, afferma l'inapplicabilità della disposizione assunta a fondamento della destituzione dal servizio.

 

 

La soluzione del Tar

Il Tar risolve nel modo che segue, dopo essersi interrogato sulle conseguenze delle dichiarazioni false, erronee o incomplete circa il possesso dei titoli valutabili nel concorso per il reclutamento di volontari nelle FFAAA, ossia in relazione a controversie similari.

Ora, dice il Collegio, come affermato dal Consiglio di Stato (Sez. VI, n. 2806/2010 e n. 5762/2012; ord. n. 3351/2015 e n. 3067/2016), si deve distinguere tra il caso in cui la dichiarazione non veritiera sia orientata a far conseguire, quale beneficio primario, l'ammissione al concorso rispetto a quella in cui il mendacio sia volto all'assegnazione di un maggior punteggio posto che, in questo secondo caso, la decadenza dai benefici non può che consistere nella semplice privazione del punteggio e nel conseguente ridimensionamento della posizione in graduatoria.

 

 

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Letto 414 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Marzo 2019 09:19
Francesco Pandolfi

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Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori.

Attualmente si occupa di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto penale.
E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici; in particolare ha approfondito la materia del diritto militare nelle aree disciplinari, giuslavoristiche, penali e amministrative. 
In diritto del lavoro segue da 10 anni il contenzioso dei lavoratori trimestrali contro Poste Italiane spa.

La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia; la sua profonda passione per il lavoro lo porta ad assistere e difendere davanti ogni Corte nel Paese.

I tratti caratteristici della sua azione difensiva sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, focus verso l'obiettivo.

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