Domenica, 25 Novembre 2018 11:33

Militari e 42 bis: risarcimento danni sul negato trasferimento temporaneo

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Trasferimento temporaneo del personale di Polizia e Forze Armate

il risarcimento del danno patrimoniale per i costi di trasferta sostenuti

 

L'AVVOCATO RISPONDE

LA DOMANDA

Buongiorno Avvocato, leggo i suoi articoli in materia di diritto militare e amministrativo.

Volevo fare una domanda a proposito della procedura per presentare l'istanza di trasferimento temporaneo a sensi dell'art. 42 bis D. lgs. n. 151/01 e del successivo ricorso nel caso ci dovesse essere un rigetto da parte dell'Amministrazione.

In particolare, non sono sicuro se è possibile inserire all'interno dell'eventuale ricorso anche una domanda per il risarcimento dei danni subiti per conseguenza del rifiuto. Grazie.

 

LA RISPOSTA

Dunque, in generale la risposta è SI, anche se bisogna fare una distinzione tra tipi di danno. 

Per fare questa distinzione prendo spunto da una recente sentenza del Tar Toscana, la n. 1408/2018.

Ebbene, in questa pronuncia è stato stabilito che mentre un danno di natura non patrimoniale è un pò più difficile da dimostrare ed ottenere in giudizio, per il fatto che la sentenza di accoglimento del ricorso è già di per se satisfattiva per il militare ricorrente, il danno di natura patrimoniale invece può essere richiesto ed accordato dal tribunale.

Per dimostrare questa specifica voce di danno, i magistrati chiedono di dimostrare l'ammontare dei costi sostenuti per trasferimenti dalla sede di servizio alla dimora familiare.

Pensiamo alle spese per il pedaggio autostradale, piuttosto che alle spese di carburante o simili.

Per quanto riguarda invece la voce di danno relativa alle spese per interventi di manutenzione e riparazione sull'auto che si utilizza per il tragitto, ebbene queste possono essere richieste (ed accordate) solo se si dimostra il nesso causale con gli spostamenti in essere.

 

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Letto 1053 volte Ultima modifica il Domenica, 25 Novembre 2018 11:55
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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