Martedì, 29 Agosto 2017 10:24

Documentazione caratteristica dei militari: è criticabile?

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I giudici hanno o no uno spazio di manovra per sottoporre a controllo la documentazione caratteristica?

 

Il parere del Tar

Tralasciamo volutamente le informazioni di base su questo argomento (es: nozione, scopi della documentazione caratteristica ecc...) in quanto facilmente reperibili su siti istituzionali e non.

Qui interessa solo una domanda che si pongono e si sono posti in molti e, per dare una risposta, andiamo a vedere cosa ne pensa il Tar: nello specifico il Tribunale Amministrativo Regionale Torino sezione 3, sentenza n. 1458 del 29 giugno 2017.

Ebbene, il Collegio ha segnalato che la documentazione caratteristica dei militari per principio passa sotto il vaglio discrezionale dell'amministrazione: tutti i giudizi analitici e sintetici contenuti nella documentazione caratteristica dei militari si caratterizzano per un elevatissimo grado di discrezionalità tecnica.

La "discrezionalità" è il criterio di scelta che una pubblica amministrazione applica nel perseguire un interesse pubblico.

Certamente, all'interno della sfera discrezionale a cui abbiamo fatto cenno, precisa il tribunale, è necessario che sia fornita una motivazione idonea a far capire il perché si arrivi ad un certo convincimento.

 

 

In concreto: i giudizi sono sindacabili?

In una certa misura si: vediamo su quali basi.

Stando all'insegnamento del Tribunale ricavato dalla sentenza in commento, la documentazione caratteristica dei militari risulta criticabile in 3 casi:

  1. abnormità (volendo riferirsi a tutto quanto che esce fuori dal perimetro della norma, cioè appare anormale ed esagerato),
  2. discriminatorietà (volendo riferirsi a tutto quanto è volto a discriminare all'interno di un insieme omogeneo, con la produzione di un danno di una parte a scapito di un'altra),
  3. travisamento dei presupposti di fatto (volendo riferirsi all'esposizione o all'interpretazione in grado di alterare la verità).

 

 

In pratica

Quando si valuta l'opportunità di presentare un ricorso amministrativo in materia di documentazione caratteristica dei militari, è utile tenere a mente il principio enunciato a giugno dal Tar Torino in tema di effettiva criticabilità del documento in questione: infatti solo l'esistenza di uno spazio di manovra per i magistrati (abnormità, discriminatorietà, travisamente dei presupposti di fatto) consentirà di aumentare le probabilità di accoglimento della domanda in causa.

 

 

Altre informazioni su questo argomento?

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Letto 2122 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 18:39
Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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