Sabato, 15 Settembre 2018 16:27

Multa in Svizzera

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MULTA SVIZZERA

LA DOMANDA

Buongiorno Avvocato,  cercando informazioni su internet ho trovato il Suo nominativo. Ho bisogno di un'informazione. Ho preso una multa in Svizzera per eccesso di velocità (andavo a 84 km/h mentre il limite era 60) ho pagato subito 500 ch e adesso mi è arrivato il saldo da pagare di 600 cg o 2 gg di detenzione. Che succede se non pago? Possono venire a casa a prendermi (io risiedo in Italia)?

 

LA RISPOSTA 

Avv. Francesco Pandolfi  

La multa svizzera….è una rogna.

Chi riceve una multa svizzera è un potenziale imputato; se si viene sanzionati spesso si rimane sbigottiti di fronte alle numerose e rapide richieste di informazioni che possono essere presenti nelle pagine del verbale.

Per compilare questo tipo di verbali serve un po’ di pazienza e, soprattutto, volontà di collaborare con la rigida polizia. L’Autorità cantonale procederà all’identificazione del reale autore del “reato” (…ad esempio di un sorpasso a velocità eccessiva…).

Quindi, inviterà a compilare e firmare la modulistica del caso (…se presente deve essere completata e firmata da parte del conducente responsabile….) così favorendo la conoscenza da parte degli imputati della procedura e delle correlative obbligazioni nascenti dall’infrazione.

Attenzione alle perentorie scadenze: nel caso in cui l’Autorità non riceva notizie entro una certa data, solitamente annotata in neretto sul verbale, la Polizia formulerà una richiesta di assistenza da inoltrare all'attenzione della Polizia italiana, che avrà il compito di condurre l’investigazione per identificare il conducente colpevole (una vera e propria “rogatoria” ).

Il sistema delle sanzioni svizzero si articola su tre procedure: la multa disciplinare, il procedimento penale e il procedimento amministrativo.

I flussi di dati sulle multe vengono gestiti da un sistema chiamato Ripol, che rimodula la casistica dei mancati pagamenti trasformandola in “mandato d’arresto”.

 

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Francesco Pandolfi

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Francesco Pandolfi AVVOCATO: Nel 1995 inizia la sua attività di avvocato; il 24.06.2010 acquisisce il patrocinio in Corte di Cassazione e Magistrature Superiori. Attualmente si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto militare, diritto delle armi, responsabilità medica, diritto delle assicurazioni. E' autore di numerose pubblicazioni su importanti quotidiani giuridici on line, tra cui Studio Cataldi e Mia Consulenza; nel 2018 ha pubblicato il libro "Diritto delle armi, 20 sentenze utili". La sua Missione è "aiutare a risolvere problemi giuridici". Ritiene che il più grande capitale sia la risorsa umana e che il più grande investimento sia la conoscenza. Ha l'opportunità di servire persone in tutta Italia. I tratti caratteristici della sua azione sono: tattica, esperienza, perseveranza. coraggio, orientamento verso l'obiettivo.


Francesco Pandolfi COACH: la formazione parte dal 1998; tanti i corsi frequentati con docenti a livello internazionale; tra questi si annoverano training specifici sulla comunicazione efficace, p.n.l., psicologia, ipnosi, motivazione ecc. Attualmente si occupa di coaching one to one, seguendo i propri Assistiti (personalmente con incontri diretti o a distanza, tramite Skype) con percorsi studiati su misura in base agli obiettivi che il Cliente desidera raggiungere in qualsiasi settore (esempio: percorsi scolastici a tutti i livelli, programmi alimentari, attività lavorativa ecc...). L'attività intellettuale del coach è disciplinata dalla Legge n. 4 del 14.01.2013 entrata in vigore il 10.02.2013, che detta disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi.


Francesco Pandolfi MAESTRO: la formazione come praticante, poi come allenatore, istruttore e maestro di Karate Tradizionale ha inizio nel 1982; gli insegnamenti in questa disciplina provengono essenzialmente da Hiroshi Shirai e Taiji Kase, Maestri giapponesi riconosciuti come depositari nel mondo della versione autentica ed originale dell'arte marziale. Il Karate tradizionale è un'attività che mira a formare il carattere della persona, il corpo e lo spirito, attraverso l'allenamento fisico; si tratta di tecniche di autodifesa senza armi che possono supportare una persona attaccata a distanza, la quale viene posta nelle condizioni di difendersi anche utilizzando un solo colpo risolutivo. Le sedute di allenamento sono incentrate sulla preparazione atletica, il kihon, il kata, il kumite, la meditazione e le pratiche di rilassamento.

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